Esselunga, un patto sul lavoro domenicale
Lo stabilisce l’intesa sperimentale raggiunta dal colosso con i sindacati Alla base la volontarietà anche se i dipendenti dovranno garantire 24 prestazioni
REGGIO EMILIA. Anche Esselunga mitiga la liberalizzazione del commercio ponendo un limite al lavoro festivo per i propri dipendenti.
Le contestatissime aperture domenicali continueranno ad essere effettuate, ma sulla base della disponibilità volontaria dei lavoratori. Lo stabilisce l’intesa sperimentale, valida per un anno dal primo maggio 2016 al 30 aprile 2017, firmata dalla direzione nazionale dell’azienda e dai sindacati Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil. Un accordo analogo era già stato definito dalle organizzazioni sindacali con Alleanza 3.0, la nuova sigla che ha unificato le coop Nordest, Estense e Adriatica. Ora si aggiunge il colosso aderente a Federdistribuzione, al quale i sindacati rimproveravano condizioni di lavoro particolarmente stressanti. «L’intesa – spiega Enrico Gobbi, segretario generale di Fisascat-Cisl Emilia centrale – riguarda anche i 450 addetti dei punti vendta di Reggio, Modena, Sassuolo e Appalto di Soliera. Si tratta di un accordo innovativo in un gruppo che ha resistito ala crisi degli ultimi anni. A fronte di una flessibilità contrattata, viene valorizzato il confronto fra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale per concordare le modalità della prestazione domenicale volontaria nel rispetto delle esigenze di vita dei dipendenti, pur in un’ottica di incremento della produttività».
L’intesa prevede che il lavoro domenicale, e ciò che ne consegue in fatto di turni e di riposi, sia concordato in ogni singolo supermercato attraverso una programmazione trimestrale da definire nel confronto tra la rappresentanza sindacale unitaria, i sindacati territoriali e la direzione aziendale. In questo modo dovrebbe essere superato il contrasto fra l’interesse dell’azienda a mantenere le aperture festive e la resistenza dei lavoratori a subire un’organizzazione del lavoro che interferisce con il diritto di riunirsi a casa con i propri familiari.
In ogni caso i dipendenti dovranno garantire nel corso dell’anno almeno 24 prestazioni domenicali, che si riducono a 22 per gli addetti ai banchi di gastronomia e pescheria. Rispetto alle previsioni dell’integrativo aziendale (6 domeniche di riposo per i full time e 4 per i part time) si prevede che la metà delle giornate di riposo domenicale possano essere concordate a livello territoriale o di singola filiale. Inoltre si potranno concordare due giornate di riposo consecutivo di sabato e domenica ogni dieci domeniche di lavoro effettuate. Un altro aspetto molto interessante dell’intesa è la salvaguardia dei lavoratori (quasi sempre donne) con figli di età fino a tre anni e di quelli che assistono persone disabili o con patologie gravi e continuative. Tutti costoro sono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale.
D’altra parte i 120 lavoratori con un contratto part time a tempo indeterminato sono autorizzati, volendo, ad incrementare l’orario di lavoro settimanale aggiungendo la domenica tra le giornate contrattualmente previste. Il lavoro domenicale e festivo sarà retribuito con le maggiorazioni in vigore dal primo gennaio, che sono suddivise in sette fasce di trattamento economico. «Questo accordo – sottolinea Gobbi – rappresenta un primo passo per ristabilire corrette relazioni sindacali e pone le basi per il rinnovo del contratto integrativo scaduto nel 2007. Potrà essere un punto di mediazione per il contratto nazionale».
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