Falde acquifere a secco, scatta l’allarme
L’Unione bonifiche dell’Emilia Romagna: «La profondità media mensile è calata di un metro rispetto a quella di agosto»
REGGIO EMILIA. La terra ha raggiunto il limite di sopportazione: l’acqua attualmente presente nel suolo è al di sotto dei livelli dello scorso – e torrido – agosto.
A lanciare l’allarme è il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Romagna, dopo aver effettuato dei rilievi sul territorio. I dati raccolti sono spaventosi: la profondità media mensile delle falde acquifere a Reggio è scesa di 1,08 metri rispetto al valore mantenuto invariato dal 1997 al 2014.
L’Unione delle bonifiche dell’Emilia Romagna aggiunge così un elemento di valutazione fondamentale all’allarme scattato nei giorni scorsi dopo le misurazioni delle portate del Po, dei livelli drasticamente in calo dei maggiori laghi del Nord Italia e della scarsa incidenza degli accumuli nevosi sull’Appennino.
Le ultimissime analisi effettuate dicono chiaramente che a livello regionale le falde sono completamente scariche e che i livelli raggiunti sono addirittura calati di un metro rispetto a quelli registrati durante l’estate 2015, una delle più roventi e siccitose a memoria d’uomo. A tutto questo si aggiunge l’insolita mancanza di neve, che potrebbe parzialmente risolvere queste pesanti criticità.
I Consorzi di bonifica, pensando ai danni che questa situazione può causare all’agricoltura, invitano tutti a «fare sistema» perché, in caso contrario, i prodotti tipici alla base del “Made in Italy” agroalimentare potrebbero venire colpiti duramente già in primavera, con conseguenti perdite di rese.
Sotto il profilo della gestione delle emergenza idrica i Consorzi di bonifica emiliano romagnoli, che approvvigionano di acqua un territorio a sud del Po e quindi chiaramente penalizzato se comparato alle pianure delle regioni al di sopra del fiume, hanno maturato in questi anni una lunga esperienza elaborando non solo sistemi di monitoraggio costante, ma anche competenze sull’utilizzo virtuoso della risorsa e risparmio idrico. Certo è che una situazione grave come quella che si sta via via delineando non offre spunti di particolare ottimismo, e a questo si aggiunge la paura che le piogge arrivino bruscamente per distruggere le già provate colture.
«Le falde scariche come mai prima – commenta il presidente dell’Anbi regionale Massimiliano Pederzoli – dimostrano che la situazione è di emergenza reale e rischia anche di generare conflitti tra i territori, se non si decideranno da subito precise norme di comportamento in situazioni di grave carenza idrica».
Anche i grandi invasi della regione, come le dighe piacentine di Molato e Mignano e quella di Ridracoli, sono ai minimi storici di capacità e in questo momento solo il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) conserva disponibilità di acqua ed è in grado di essere anticiclico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
