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Il Pd si spacca sul marchio Reggio Approach

Il Pd si spacca sul marchio Reggio Approach

Ieri in Sala Tricolore respinto un ordine del giorno del M5S ma alcuni consiglieri dem si sono astenuti

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REGGIO EMILIA. Il gruppo Pd si spacca in consiglio comunale sul progetto portato avanti dalla Giunta su Reggio Children che prevedeva la ricerca di un partner commerciale, nonostante l’assessore Raffaella Curioni nel suo intervento abbia affermato che “il marchio Reggio Approach non verrà mai ceduto né tantomeno privatizzato”. L’assessore ha anche aggiunto che l’obiettivo è “lavorare su un progetto per promuovere ulteriormente il marchio all’estero difendendolo dalle contraffazioni”. Questa la replica della Giunta al dibattito che si è aperto in città e alla lettera firmata da una ventina di cittadini contrari all’ingresso di un socio privato in Reggio Children finiti ieri in consiglio comunale. A presentare un ordine del giorno su questo tema, il gruppo M5s che nel suo documento ha ripreso a grandi linee le motivazioni e le critiche contenute nella lettera molto circostanziata sul piano della Giunta e nella quale si chiedevano maggior trasparenza e informazioni. Lettera che era stata inviata oltre che al cindaco, al Consiglio comunale, ai consigli di amministrazione della Fondazione, di Reggio Children e dell’Istituzione Nidi e scuole. Al termine di un lungo dibattito il documento è stato respinto con 7 voti a favore (Ms5, Grande Reggio e Lista Magenta), 13 voti contrari (tutti consiglieri Pd) e 10 astenuti (Forza Italia, Lega Nord, Sel e i consiglieri Pd Aguzzoli, Cantergiani, De Lucia, Rivetti e Vergalli). Un risultato quasi scontato anche se l’esito ha portato allo scoperto le divergenze su questo tema non solo nella maggioranza (con Sel che si è astenuta), ma nello stesso gruppo Pd. (r.f.)

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