Lettera dall'imputato di Aemilia, il Pd fa quadrato attorno a Vecchi
Dal ministro Delrio ai consiglieri in Sala del Tricolore fino alle associazioni di categoria: coro unanime di sostegno al sindaco. Cinque stelle e minoranze chiedono invece un passo indietro
REGGIO EMILIA Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, ha annunciato che presenterà una querela dopo la lettera ricevuta dal carcere dall'imprenditore Pasquale Brescia, coinvolto nell'inchiesta Aemilia. Centinaia i messaggi da parte dei politici di sinistra, che hanno tributato la loro vicinanza al primo cittadino, al quale non sarà assegnata alcuna scorta ma che sarà messo sotto vigilanza ordinaria.
"Esprimo solidarietà al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, destinatario di una lettera che altro non si può definire che mafiosa: mafiosa nelle intimidazioni e, a quanto leggo dalla stampa, mafiosa nei contenuti, in ogni sua parte”. Lo afferma il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia, intervenendo sulla missiva fatta pervenire al primo cittadino reggiano: “Un fatto gravissimo, volto a gettare ombre sulla conduzione efficace ed onesta della città”.
“Grande solidarietà a Luca Vecchi, siamo vicini a lui oggi più che mai. È bene precisarlo subito: le minacce... https://t.co/xtxg7JvwgF
— Andrea Rossi (@andrearossi76) 2 Febbraio 2016
"Ci sarebbe da essere orgogliosi, se la preoccupazione legittima non avesse il sopravvento, delle intimidazioni che arrivano dal carcere per mano di Pasquale Brescia, indagato per associazione mafiosa - dice invece il segretario del Pd reggiano Andrea Costa - Ma come dicevo quella lettera preoccupa perché è un attacco ai reggiani, alla città e al suo modello di buon governo. Con questa lettera si passa il segno: le allusioni che contiene tentano di colpire il sindaco Luca Vecchi e le istituzioni. Un gesto intimidatorio che è una reazione diretta alle azioni dell’amministrazione per garantire la legalità e sconfiggere le organizzazioni criminali.
Sul piano politico, il Partito Democratico ha subito un doppio attacco. Da una parte da forze politiche che tentano speculazioni con evidenti fini elettorali colpendo Reggio ma pensando a un ritorno su scala nazionale. Dall’altra siamo arrivati addirittura alle minacce lanciate direttamente dal carcere. La conseguenza di quei due fronti di attacco è la delegittimazione della politica, delle istituzioni e delle persone, rendendo così meno efficace l’azione di contrasto alla ‘ndrangheta".
«Le allusioni minacciose contenute in questa lettera sono di una gravità che richiede tutta l'attenzione necessaria da parte delle autorità competenti e solidarietà da parte della comunità politica e sociale». Così l'assessore regionale alle politiche per la legalità della regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, commenta la missiva recapitata da brescia, detenuto nel carcere di Bologna. «Attenzione- sottolinea mezzetti- perché lo schema sembra essere quello tristemente conosciuto: prima si getta l'ombra del sospetto su persone, uomini di legge o amministratori che siano, impegnate a far rispettare la legalità nel proprio territorio, per isolarle, poi si passa alle minacce e infine le si colpiscono. Abbiamo già visto in passato questo film e non dobbiamo ricadere nell'insidiosa trappola». le vicende «poste all'attenzione dell'opinione pubblica nei giorni scorsi che riguardano il sindaco- conclude l'assessore regionale- che non hanno nessun risvolto penale e saranno chiarite nei modi e nelle sedi dovute, non possono e non devono nel modo più assoluto indurre ad alcuna debolezza o timidezza nel denunciare le minacce e gli avvertimenti di stampo mafioso giunti a luca
vecchi e alla sua famiglia, cui va tutta la solidarietà e la vicinanza mia personale e a nome della giunta regionale»
LE OPPOSIZIONI: "Faccia un passo indietro"
Il Movimento 5 Stelle chiede che la Commissione antimafia possa acquisire la lettera aperta al sindaco
Vecchi che l'imputato in Aemilia Pasquale Brescia ha consegnato alla redazione di Reggio Emilia del Resto del Carlino tramite il suo avvocato. Lo rendono noto il vice presidente della Commissione antimafia Luigi Gaetti, i parlamentari M5S della Commissione antimafia, la parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni. «Se da una parte va garantita la sicurezza del primo cittadino - ricordiamo che nel 2014 il M5S aveva espresso solidarietà a
Vecchi anche durante la campagne elettorale del 2014 quando venne recapitata la cosiddetta lettera del corvo - dall'altra è necessario fare piena chiarezza sui contenuti della lettera della quale la Commissione antimafia deve entrare in possesso - spiegano i parlamentari antimafia M5S - a tutela della comunità di Reggio e dello stesso sindaco che ha chiesto alle autorità che non venga pubblicata la lettera».
«Salviamo reggio emilia». L'appello arriva dai gruppi civici dell'opposizione in Sala del Tricolore, lista Magenta e Grande Reggio-Progetto Reggio, dopo la bufera che si è abbattuta sul sindaco. «Può un sindaco non chiarire i gravissimi contenuti della lettera recapitatagli dal carcere alla stampa? può un sindaco, figlio di una stagione politica che ha usato i cutresi per proprio tornaconto continuare il proprio mandato sotto scorta e quindi sotto tutela?», si chiedono i consiglieri Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani, con riferimento alle misure di sicurezza rafforzate per il primo cittadino di cui si sta ancora discutendo in prefettura.
«La risposta a queste domande - proseguono i consiglieri - è la chiave di volta del governo di una città che si trova di fatto con una consiliatura chiusa dopo soli due anni di vita». Infatti «politicamente è del tutto evidente che Vecchi si trova nella scomoda posizione dell'uomo della "terra di mezzo" ereditata dal suo predecessore: non è libero». Le «avvisaglie si erano già avvertite in campagna elettorale perchè troppi fantasmi gravano intorno al Pd», continua l'opposizione, secondo cui il partito di maggioranza «invece di fare i conti con se stesso resta arroccato a difesa di un potere che lo ha consumato e corrotto culturalmente». Qui, concludono rubertelli e bellentani, «si deve salvare reggio emilia non il potere consunto di un partito che ha fallito su tutta la linea»
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