Tariffe agevolate, slitta l’intesa per le fasce deboli
REGGIO EMILIA. Niente da fare. È slittata ancora l’intesa tra Comune, agenzia della mobilità e sindacati per la definizione di tariffe agevolate per anziani, disabili e famiglie numerose che fanno...
REGGIO EMILIA. Niente da fare. È slittata ancora l’intesa tra Comune, agenzia della mobilità e sindacati per la definizione di tariffe agevolate per anziani, disabili e famiglie numerose che fanno uso dei trasporti pubblici.
Dopo che la Regione ha emanato le nuove disposizioni, che saranno valide fino al 2018, infatti, a Reggio Emilia non è ancora stato deciso come suddividere i fondi.
«Abbiamo avuto un incontro con il Comune e i rappresentanti di Seta e Act – spiegano dal sindacato Spi-Cgil – per vedere come modificare le agevolazioni attualmente in essere, ma non è ancora stato deciso nulla e dovremo rivederci nei prossimi giorni. Grazie alla proroga ottenuta, comunque, le agevolazioni del 2015 rimarranno valide fino al 31 marzo, quindi abbiamo ancora un po’ di tempo».
Certo sarebbe stato meglio aver già sottoscritto le nuove tariffe, come avvenuto a Bologna. Anche perché sono circa duemila le persone che, attualmente, sfruttano queste agevolazioni. Stando ai dati raccolti nel 2014, all’anno sono venduti 1.668 abbonamenti (tra cui 1.150 urbani, 315 cumulativi e 203 extraurbani) a chi ha un reddito inferiore a 14.535 euro; 104 abbonamenti (76 urbani, 15 cumulativi e 13 extraurbani) a chi ha un reddito tra 14.536 e 16.520 euro; 139 abbonamenti (108 urbani, 14 cumulativi e 17 extraurbani) a chi ha unr eddito tra 16.521 e 20.676 euro; e, infine, 49 abbonamenti ai disabili.
«In questa prima fase di gestione della delibera regionale – confermano i sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil-pensionati – riscontriamo un atteggiamento dilatorio da partte di tutti i Comuni che rischia di compromettere gli obiettivi dell’intesa regionale: ossia favorire il trasporto pubblico locale per decongestionare le città dalle auto e garantire a tutti il diritto alla mobilità».
Oltre all’accordo “Mi muovo insieme” – che dal 2016 al 2018 prevederebbe tariffe agevolate per famiglie numerose sotto un certo reddito, disabili, anziani, rifugiati e vittime di tratta di esseri umani o grave sfruttamento – la Regione ha anche istituito un ulteriore fondo di sostegno: si tratta di un milione di euro da dividere tra le province dell’Emilia Romagna. «A Reggio – spiegano i sindacalisti della Spi-Cgil – andrebbero circa 150mila euro. Non è una cifra esagerata, ma tutto fa brodo. Dobbiamo decidere se abbassare ulteriormente le tariffe minime, che la Regione ha fissato a 147 euro per la tratta urbana ed extraurbana e a 216 euro per la tratta cumulativa, per gli abbonamenti annuali di anziani, disabili e famiglie numerose. Oppure se introdurre altre categorie di agevolati, stando attenti, in questo caso, a trovare criteri abbastanza selettivi perché i soldi messi a disposizione dal fondo regionale non sono molti». (m.r.)
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