Gazzetta di Reggio

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Anche Renzi nell'operazione Winx-Reggio Children

Massimo Sesena
Anche Renzi nell'operazione Winx-Reggio Children

Ecco la ricostruzione dell'affaire che ha riacceso in città il dibattito sulle prospettive del "marchio" degli asili reggiani, dalle manovre della scorsa estate alle polemiche di questi giorni

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REGGIO EMILIA. Un assessore parla apertamente di un “sabotaggio”, una sua collega di giunta evoca la classica tempesta in un bicchier d’acqua. Ma intanto, la questione di Reggio Children e delle nozze sfumate (?) con il creatore del marchio Winx tiene banco come nemmeno ai tempi in cui queste nozze erano praticamente cosa fatta.

LA TRATTATIVA. E’ nel maggio scorso quando l’assessore alle partecipate del Comune Francesco Notari è nel pieno delle trattative con “un partner industriale” che possa affiancarsi a Reggio Children, con lo scopo di tutelare e rafforzare un brand, quello del Reggio Approach che comincia a vantare troppi tentativi di imitazione.

Qual è il partner industriale lo si saprà soltanto mesi dopo, ma ora che la storia si sta squadernando, è possibile tentare una ricostruzione dei fatti.

Il marchio con cui Notari è stato in trattativa è la Rainbow di Iginio Straffi, azienda che detiene, tra gli altri il marchio “Winx”, il fumetto delle cinque fate che tutte le bimbe conoscono. Un colosso, o per dirla con il premier Matteo Renzi «una bella storia di talento italiano».

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RENZI LA BUTTA LI’. La citazione non è casuale: è il 29 maggio, quando il premier è a Loreto, alla sede della Rainbow, una delle tante tappe del tour in cui il presidente del Consiglio si prodiga per mettere in evidenza le cose che in Italia ancora funzionano.

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Le cronache locali di quella visita, al di là delle foto di Renzi con Straffi e gruppi di bimbi e bimbe felici come pasque, riferiscono di un Renzi che «omaggiato da una statuetta delle fatine e da una foto con le Winx in formato poster, ha lasciato Loreto rivelando che la Rainbow "ha già pronta la prossima sfida commerciale. Che però - chiosa - non posso rivelare". A Loreto restano tutti un po’ così, ma alla fine abbozzano.


AL BUCO MAGICO. A Reggio invece, si continua a lavorare. Al punto che il 23 giugno, Notari incontra alcuni consiglieri comunali, tutti di area renziana, al Centro sociale Buco Magico. E a loro fornisce una prima versione dell’operazione. Invero, quella di quella sera non è una riunione carbonara: sono gli “story telling” inventati dall’ala renziana di Sala del Tricolore per rendicontare la propropria attività in consiglio.

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Così alla riunione si presentano anche quei consiglieri che renziani non sono, come il capogruppo Andrea Capelli e Lanfranco De Franco, stretto collaboratore della consigliera regionale Silvia Prodi. A Capelli e De Franco, Notari non nasconde nulla, tanto più che di lì a poco la questione dovrebbe essere definita, al punto da approdare in giunta.


LA DELIBERA. Nel frattempo però la notizia di questa trattativa arriva a Bologna, in consiglio regionale e cominciano a serpeggiare i primi dubbi. Al punto che il 29 giugno Notari porta sì in giunta una bozza di delibera sul tema. Ma è una bozza molto generica, si fa riferimento alla necessità di cercare un partner industriale, per gli scopi già accennati. Non c’è alcun accenno alla Rainbow.


E nonostante questa genericità, tra quella riunione e un’altra, pochi giorni dopo, Notari è costretto a incassare dei no pesanti, come quelli di Mirko Tutino, del vice sindaco Matteo Sassi e alla fine persino di Luca Vecchi. «Questa cosa non si fa» dice in pratica il sindaco.

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Fin qui la storia alla luce del sole di questa vicenda che - però - stando alle parole di Notari, è finita per colpa di un sabotaggio vero e proprio. Chi siano i sabotatori, nemmeno Notari lo dice. Quel che è certo è che è lui stesso, passata l’estate e persino l’autunno, a riaccendere la miccia con una intervista a Prima Pagina.


LA MOZIONE. Per la verità, in mezzo, tra il niet di Luca Vecchi e questo ritorno di fiamma, c’è una mozione, firmata da Angelo Cigarini (uno dei consiglieri comunali di area renziana che parteciparono alla riunione del Buco Magico) che torna a proporre il tema della tutela del marchio Reggio Children.

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Nella mozione firmata da Cigarini «si impegnano il Sindaco e la Giunta a ricercare ed elaborare piani che si pongano l’obiettivo di produrre una seria tutela del “marchio” con conseguente valorizzazione anche economica dell’utilizzo del modello educativo reggiano da parte di istituzioni scolastiche di paesi stranieri. Questo al fine di aumentare le risorse a disposizione del nostro sistema scolastico. Eventuali introiti potranno altresì essere utilizzati per rafforzare la ricerca, favorire la fruizione del servizio scolastico da parte delle famiglie, abbassando le rette e, infine, corroborare il bilancio del comune."


Ad eccezione dei consiglieri che quella sera di giugno erano al Buco Magico, gli altri cadono dalla nuvole. Tocca a De Franco ricostruire con loro la vicenda e su questo tema, il gruppo si divide. Al punto che la mozione viene rinviata più volte, fino ad entrare nella discussione della prossima riunione di maggioranza, in programma venerdì 5 febbraio.

In mezzo, intanto, Notari è tornato a smuovere le acque, scatenando - ad esempio - i sostenitori di Reggio Children che nei giorni scorsi sono intervenuti sul tema con una lettera aperta (qui il testo integrale).

Per interrogare la politica, come fa da giorni l’educatore e scrittore Giuseppe Caliceti.

LO SCENARIO. A Caliceti, in questi giorni, scegliendo Facebook hanno risposto gli assessori Valeria Montanari e Raffaella Curioni, quest’ultima titolare della delega alle scuole.

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Ed è sua la replica più dura: «Davvero - scrive in un post la Curioni - mi stupisco di come certe questioni vengano trattate così,tanto per scrivere qualcosa. Che poi siano vere o meno non è importante. Basta parlarne.Credo però che ai cittadini interessi la qualità dei servizi,la loro accessibilità a costi congrui,l'impegno di un'amministrazione a garantire a molti se non addirittura a tutti di poterne usufruire. Io almeno sto "interpretando" così il mandato. Poi a volte è divertente anche parlare della luna ma bisogna essere consapevoli che è della luna che si sta parlando,non di altro».


ASSEMBLEA ALLE PORTE. Ma se davvero le cose stanno così, allora perché tutto questo fermento? Forse - visto il calibro del presunto sponsor - perché la trattativa è ancora in piedi? Forse perché Notari vuol fare uscire allo scoperto quelli che lui ha definito i sabotatori?

O forse, più banalmente, perché tra pochi giorni è in calendario l’assemblea dei soci di Reggio Children srl, che guardacaso è la società con cui la Rainbow doveva concludere l’affare? L’appuntamento è per febbraio quando l’assemblea sarà chiamata a rinnovare presidente e consiglio d’amministrazione .

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