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Elezioni, nel Pd cinque possibili candidati

di Serena Arbizzi
Elezioni, nel Pd cinque possibili candidati

San Martino in Rio: sono il segretario Panari, la capogruppo Ferrari, Borri, la Luppi e Cavazzoni

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SAN MARTINO IN RIO. Si scaldano i motori in vista delle elezioni amministrative: questa primavera uscirà dalle urne il nome del nuovo sindaco che prenderà il posto di Oreste Zurlini, giunto ormai alla scadenza del suo secondo mandato. All’interno del centrosinistra è già iniziato il valzer dei possibili candidati alla poltrona di primo cittadino.

Cinque, in particolare, sono i papabili stando alle prime indiscrezioni: l’attuale vice sindaco Giuseppe Borri, gli assessori Erio Cavazzoni e Giulia Luppi, la capogruppo Pd Luisa Ferrari e il segretario Pd Matteo Panari. Una rosa di nomi dalla quale potrebbe uscire il candidato anche senza ricorrere alle primarie. Come anticipa lo stesso segretario del Pd, partito che conta un centinaio di iscritti in paese e che sabato scorso ha formalizzato la nascita del movimento giovanile.

Panari, userete lo strumento delle primarie per individuare il vostro candidato?

«Non le escludo a priori. Anche se, finora, l’intenzione condivisa all’interno del direttivo è di evitarle, se possibile. E mi piace motivare questa decisione con una metafora: non si va a farfalle con un bazooka. Le primarie sono uno strumento che può avere anche punti deboli come quello di creare profonde divisioni all’interno di una comunità, quando questa è ridotta nelle sue dimensioni. Inoltre, credo che saremo in grado di presentare una proposta programmatica unitaria, non soltanto come Pd, ma anche come centrosinistra».

Al proposito di alleanze, ha già qualche idea?

«Il mio obiettivo è quello di non delimitare il campo al solo Pd. Sono della teoria che per vincere bene, ma anche per presentare una proposta in cui una comunità nella sua maggioranza si possa riscontrare, il Pd non basti. Serve l’esperienza del civismo, ci vogliono altri soggetti che noi abbiamo il compito di aggregare a noi. Sarebbe un atto di arroganza ritenersi autosufficienti. A livello nazionale non abbiamo ricevuto indicazioni stringenti: questo ci permette di far emergere le peculiarità territoriali».

Entrando nel vivo del programma, uno dei nodi più spinosi e centrali è il lavoro, soprattutto alla luce della gravissima crisi della ex Cormo…

«Il lavoro è un nodo chiave. La possibilità di far diminuire la disoccupazione purtroppo non è una delega comunale. Nostra volontà sarà però quello di riqualificare il più possibile una zona industriale, di andare a carpire, cercare, scovare finanziamenti, risorse, opportunità. Su questo ci sarà il massimo impegno».

L’altro punto molto sensibile è la sicurezza.

«Dobbiamo dare una risposta laddove possiamo. Questo tramite strumenti quali telecamere, aumento dei punti luce… ma anche tramite un lavoro profondo sull’educazione. Per quanto riguarda Cormo ci affidiamo al nostro sindaco, al quale va il nostro sostegno. Per le azioni a livello di partito noi siamo dalla parte dei lavoratori. Ci siamo già schierati dalla loro parte. Obiettivo condiviso è non chiudere lo stabilimento di San Martino. I lavoratori sanno che noi condanniamo l’atteggiamento di Legacoop».

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