Falso commercialista finisce a processo per truffa
Danni per 44mila euro al giornalista Maurizio Bezzecchi e alla moglie: non presentava le loro dichiarazioni dei redditi
REGGIO EMILIA. E' iniziato il processo a carico del 56enne Davide Di Ganci, accusato di aver finto di essere un commercialista e di aver truffato una coppia di amici che per anni si era rivolta a lui per fare la dichiarazione dei redditi. L’imputato, secondo le accuse, dal 2002 al 2009 non ha presentato nessuna dichiarazione e naturalmente l’Erario ha poi chiesto ai contribuenti raggirati tutti i soldi non incassati.
Le vittime del consulente sono il giornalista Maurizio Bezzecchi, responsabile comunicazione della Lega Basket, e la moglie. Per i coniugi, assistiti dall’avvocato Enrico Della Capanna, il danno subito, tra somme consegnate al falso commercialista e le sanzioni subite per non aver pagato delle imposte, ammonta a ben 44 mila euro. Ieri in aula sono comparsi Bezzecchi e la moglie, che hanno raccontato la loro vicenda e di come si resero conto della truffa quando dall'Agenzia delle Entrate erano iniziate ad arrivare le intimazioni per imposte non pagate. Contestualmente il finto commercialista aveva iniziato a essere evasivo e a non farsi trovare. Fino a sparire. Il giornalista si era fidato di Di Ganci perché era un amico della moglie, che poi aveva iniziato anche lui a frequentare.
In aula è comparsa anche la moglie dell’imputato, che ha detto di essersi separata e si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Tra i testimoni chiamati dalla parte lesa anche un amico di Bezzecchi, che ha raccontato di essere rimasto vittima anche lui di un raggiro simile, ma di non aver presentato denuncia perché Di Ganci era un amico. Nel corso dell’udienza sono anche stati ascoltati due funzionari dell’Agenzia delle Entrate.
Di Ganci, difeso dall’avvocato Cinzia Morselli di Modena, non si è presentato in aula e un anno fa il processo non era iniziato perché risultava irreperibile. «Noi comunque lo vediamo in giro in via Emilia - dice Bezzecchi - come se niente fosse».
Il processo proseguirà a marzo, quando saranno ascoltati altri testimoni, poi ci sarà la discussione finale e la sentenza è attesa entro questa primavera.
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