Nel dopo-Coffrini il Pd alla ricerca di unità
Brescello: dal primo direttivo post-dimissioni emerge la volontà di presentare un candidato unitario
BRESCELLO. Dopo le dimissioni del sindaco Marcello Coffrini, il Partito democratico brescellese inizia a guardare al futuro.
Lunedì sera gli iscritti hanno partecipato al direttivo del partito (presente, per l’occasione, anche il segretario Andrea Costa) per ragionare a “bocce ferme” di quanto accaduto sul piano politico nelle ultime settimane e avviare un confronto che possa, in vista di eventuali elezioni a giugno, permettere di trovare la “squadra” giusta da presentare.
Ma lo scopo della riunione non era quello di trovare subito eventuali nomi o candidature, bensì di cercare di ricomporre quella spaccatura che si è creata all’interno del partito in seguito alle vicissitudini che hanno interessato negli ultimi tempi l’amministrazione comunale. Le due “anime” del Pd – composte da chi ha scelto, ascoltando le direttive del partito, di dimettersi dall’incarico e da chi invece ha preferito restare al fianco di Coffrini – si sono confrontate e hanno illustrato le rispettive motivazioni. Inevitabile che certe divergenze rimangano ma, come spiega il segretario Saverio Bonini, cercheranno di essere appianate.
«Per arrivare a un equilibrio che soddisfi tutti – afferma – cercheremo di organizzare sempre più direttivi, magari anche uno a settimana. Vogliamo mantenere vivo lo spirito di confronto con l’obiettivo di arrivare a creare un programma politico, che deve arrivare prima del nome del candidato”.
A tal proposito, sembra non prendere piede la possibilità ventilata in paese che vedrebbe l’ex assessore Isabella Mazza intenzionata a presentarsi come sindaco per il dopo Coffrini. Non è escluso che possa fare parte della squadra di governo (dopo aver fatto parte della giunta sia nei cinque anni di Vezzani che nei quindici mesi di Coffrini), ma al momento non è possibile fare altre previsioni in quanto quella di lunedì non ha rappresentato che la prima puntata di un confronto tra le parti destinato ad avere ancora seguito.
Comunque vada a finire, l’obiettivo del Pd è quello di riuscire a presentare un candidato unitario, in modo da arrivare con più forza e autorevolezza alla tornata elettorale.
In caso di due candidati papabili, lo statuto del partito prevede lo svolgimento delle primarie. Il tutto per evitare faide interne che, in caso di spaccature, potrebbero portare a situazioni analoghe a quelle verificatesi a Guastalla nel 2009 o, più recentemente, nella vicina Viadana.
Ma ogni previsione in vista di giugno resta “congelata” in attesa dell’esito delle indagini condotte dalla commissione prefettizia che per sei mesi si è insediata in Comune.
Qualora fossero ravvisati i presupposti per lo scioglimento dell’ente, il periodo di commissariamento potrebbe essere più lungo. (a.v.)
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