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Trasporta carne non “tracciata”: multato

Trasporta carne non “tracciata”: multato

Guastalla, gli agenti della Polstrada fermano un 36enne di Carpi: dovrà pagare 1.500 euro

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GUASTALLA. Una carcassa di ovino destinata al consumo umano, priva di tracciabilità e quindi mancante dell’identificazione della provenienza, è stata sequestrata dalla Polstrada di Guastalla con l’intervento dei veterinari dell’Ausl. Gli agenti hanno compiuto un controllo su un autocarro trovando la carcassa, oltre ad altra merce alimentare destinata all’approvvigionamento di negozi del centro di Reggio Emilia.

Il trasportatore, un tunisino di 36 anni residente a Carpi (Modena), ha riferito di aver acquistato l’ovino già macellato da un importatore di bestiame di Brescia, che a sua volta lo aveva comprato da un commerciante con attività con sede in Scozia, paese nel quale l’allevamento di pecore ha un’importanza molto rilevante e occupa un posto di primissimo piano all’interno del settore zootecnico.

Gli agenti della Polstrada guastallese hanno quindi notificato all’autotrasportatore una contravvenzione che prevede una sanzione da 750 a 4.500 euro, per la violazione di diverse norme: sarà l’Ausl a comminare la multa che, in base alla legge, dovrebbe essere di 1.500 euro. Se non sottoposta agli adeguati controlli, infatti, la carne avrebbe potuto essere messa in commercio e causare problemi di salute a chi l’avrebbe poi consumata.

Oltre al sequestro della carcassa (disposto al termine dei controlli sull’animale) i veterinari, insieme ai colleghi dell’Ausl di Carpi, hanno avviato ulteriori accertamenti nella sede dell’azienda di trasporto.

Secondo le norme attualmente in vigore, il sistema di identificazione e registrazione degli animali delle specie ovina e caprina prevede che tutti i capi siano univocamente identificati mediante l’applicazione di due distinti mezzi di identificazione. Gli animali devono essere identificati entro sei mesi dalla nascita e comunque prima di lasciare l’azienda di nascita. Oggi, affinchè la carne ovina che arriva sulle nostre tavole venga indicata come “allevata in Italia”, l’animale deve aver trascorso almeno sei mesi nel nostro Paese, oppure essere nato qui e macellato prima dei sei mesi di età.

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