Zanne, conchiglie e serpenti in bottiglia nelle valigie dei turisti
Elisa Pederzoli
Viaggio nel magazzino del Nucleo Cites del Corpo Forestale dello Stato all'aeroporto di Bologna. Quando un souvenir vale fino a 10 mila euro di sanzioni. Ma il boom ora sono i medicinali cinesi
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BOLOGNA. Pelli di coccodrillo ancora da lavorare, bottiglie con serpenti cobra sotto spirito e dal presunto effetto afrodisiaco, teschi di scimmia decorati per riti woodo. Viaggio nel deposito del Nucleo operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. E’ qui che vengono conservati gli oggetti sequestrati agli sbarchi perchè in violazione la Convenzione di Washington, che regolamenta commercio, trasporto e detenzione di animali e piante minacciate da estinzione.
I SEQUESTRI. Negli ultimi due anni, sono state seimila le merci controllate, 18mila i passeggeri: hanno portato a 32 denunce, 47 sequestri e a oltre 70mila euro di sanzioni elevate. Numeri che comunque non rendono l’idea della varietà e della singolarità degli oggetti "fuori legge" sequestrati e che mettono a rischio la biodiversità.
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Quello che gli scaffali raccontano sono storie di luoghi lontani, di tradizioni esotiche che spesso ammaliano i turisti ma una volta in Europa li mettono nei guai: come i sonagli di un serpente sequestrati a un turista che li aveva nascosti dentro a un pacchetto di sigarette; ciondoli realizzati con denti di leone; farfalle - anche molto rare - essicate e messe in quadro. Numerosi sono reperti dei mari: conchiglie ma anche pezzi di corallo che è vietatissimo staccare. Oggetti che nei paesi di origine vengono venduti più o meno liberamente sulle bancarelle, ma che una volta in Europa si imbattono nella rigida disciplina che tutela fauna e flora.
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MEDICINA ORIENTALE. Negli ultimi anni, a trasgredire più che i turisti di ritorno da viaggi nei mari esotici sono gli immigrati – orientali e africani – che di ritorno dai viaggi in patria portano in Italia pezzi di artigianato locale da rivendere e rimedi della medicina orientale: oggetti che in patria circolano più o meno liberamente, ma che in Occidente sono proibiti.
Così si spiegano scarpe e borse fatte a mano con pelli di coccodrillo, decorazioni in avorio, gusci di tartarughe. Ma a colpire di più, è il vasto catalogo di rimedi naturali che soprattutto i cittadini cinesi cercano di fare entrare in Italia: i Forestali hanno sequestrato palline (come quella da golf) riempite con impasto di fegato d’orso, corna di Saiga tatarica (una antilpe tibetana in via d’estinzione) dai presunti effetti afrodisiaci, pezzi di Ginsen di specie protetta, cavallucci marini utilizzati ancora per fini curativi.
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ANIMALI IMPAGLIATI. Nel magazzino del Cites ci sono anche diversi animali impagliati: il più impressionante è un leone. Questi, ovviamente, non provengono dai voli aerei, ma sono arrivati in Italia per altre vie illegali. I Forestali li hanno trovati a casa di collezionisti - molto facoltosi, come nel caso del leone - dove sono scatti sequestri e importanti sanzioni.
«Non è un museo degli orrori, ma poco ci manca. Di certo, si tratta di reperti che hanno a che fare con specie protette in tutto il mondo e il cui prelievo provoca danni notevolissimi». A parlare è il comandante regionale del Corpo forestale dello stato, il generale Giuseppe Giove. E’ dal 1997 che in aeroporto a Bologna è di base il Nucleo Cites: sette operatori, coordinati dal commissario capo de Laura Guerrini e guidati nella parte operativa dall’ispettore Guido Palazzini. In attesa di capire in che modo sarà attuata la recente cancellazione dei Forestali per il loro accorpamento nei carabinieri, sono ancora loro a occuparsi di questo importante controllo nelle dogane regionali.
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BIODIVERSITA'. E quando in aeroporto i controlli intercettano reperti legati a specie animali e piante, intervengono loro. «Il compito dei nostri uomini è vedere se sono inseriti e in quale appendice nella Convenzione di Washington» prosegue Giove. Se la moda dei souvenir proibiti si è in qualche modo ridotta, il boom degli ultimi anni riguarda i medicinali. «Il problema è quello legato a medicine e cure orientali a base di organi di animali e piante di specie protette» evidenzia il generale. I cittadini cinesi, in particolare, quando tornano Italia spesso lo fanno con ampie scorte.
SANZIONI. Ma cosa succede se un turista, magari in buona fede, torna da una vacanza in una mare caraibico con una conchiglia laggiù venduta liberamente e qui proibita? «Rischia sanzioni amministrative e penali anche molto pesanti. L’ultima legge, datata 2015, ha raddoppiato e ora si rischia dai 5mila ai 10mila euro se nel bagaglio si trovano oggetti proibiti» spiega l’ispettore Guido Palazzini. Per evitare spiacevoli conseguenze solo per il fatto di non essersi adeguatamente informati, c’è un’iniziativa. «Tra poco metteremo in aeroporto bacheche che indicheranno anche ai turisti, che possono sempre fare riferimento al Nucleo Cites, cosa non bisogna fare quando si va all’estero e cosa non si può portare in Italia» conclude il generale Giove.
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