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D’accordo sul marchio, divisi sui partner

di Roberto Fontanili
D’accordo sul marchio, divisi sui partner

Questa sera la verifica all’interno della maggioranza che non si presenta compatta. Lunedì la discussione in consiglio

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REGGIO EMILIA. Il confronto e la conta all’interno del Pd tra i favorevoli e i contrari all’ingresso di soci privati nel consiglio di amministrazione di Reggio Children è fissata per stasera, quando la maggioranza si ritroverà per discutere oltre che del bilancio 2016, anche del futuro di Reggio Children e di come valorizzare e tutelare il marchio Reggio Approach. Un appuntamento necessario per ricompattare le fila in vista della discussione della mozione (presentata nel novembre scorso) dal consigliere Angelo Cigarini che sarà il primo punto all’ordine del giorno della prossima seduta in sala Tricolore. Una discussione che arriva dopo il voto della scorsa settimana su una mozione del M5s nel quale il Pd è andato in ordine sparso e messo in mostra posizioni divergenti.

Il confronto tra Giunta e maggioranza su Reggio Children pare riproporre a grandi linee quando accaduto nella scorsa legislatura per la cessione a un partner privato di una quota del magazzino di Fcr. Un progetto sostenuto dalla Giunta ma poi stoppato dalla maggioranza. Nel passaggio centrale della mozione che sarà discussa lunedì, si impegnano sindaco e Giunta ad “aumentare la riconoscibilità internazionale di Reggio Approach e del modello educativo reggiano anche attraverso un piano industriale di sviluppo che, pur mantenendo il controllo pubblico del progetto pedagogico, delinei strategie e alleanze che si pongano l’obiettivo di produrre una seria tutela del marchio”. Detto così è ipotizzabile che molti consiglieri possano dirsi d’accordo, anche perché la mozione di Cigarini è già stata discussa due volte in maggioranza. I distinguo usciranno invece sul come e con chi farlo. Come fa il vice capogruppo Gianluca Cantergiani che dopo aver spiegato di “essersi astenuto sul documento del M5s per non avviare una discussione su quella proposta”, aggiunge di “essere rimasto dispiaciuto per avere appreso alcune informazioni non da chi avrei dovuto, senza contare che lunedì discuteremo la mozione Pd”. Nel merito della questione Cantegiani sostiene di “convergere sulla necessità di valorizzare e tutelare il marchio e renderlo un elemento di ricavo di risorse da far confluire nel bilancio delle scuole comunali. Ma valutare politicamente l’ingresso di un socio privato nel cda di Reggio Children è cosa diversa rispetto alla valorizzazione del marchio”.

Per Claudia Aguzzoli, “occorre approfondire bene tutti i risvolti di un’operazione appresa solo dai giornali. Siamo tutti d’accordo sulla valorizzazione e la tutela del marchio, ma l’ingresso di soci privati richiede procedure trasparenti. Non sono contraria a priori, ma non va nemmeno dimenticato la presa di posizione pubblica contraria al progetto da parte di figure rilevanti all’interno di Reggio Children e delle Istituzione che va tenuta in considerazione”.

Chi invece pur con qualche perplessità pare orientata a favore dell’ingresso di soci privati è Mariachiara Morelli che dice: «Per quello che so non c’è nessun privato che ha intenzione di entrare in Reggio Children, ma non credo che la presenza di privati possa essere una cosa negativa. In linea di massima non sono contraria al rapporto pubblico-privato, a condizione che il privato rispetti le prerogative e la mission fissate dal pubblico. Così come sono convinta che la questione vada valutata dal cda di Reggio Children».

Per Christian Vergalli infine si torna tra chi è tendenzialmente contrario e dice: «Non c’è alcuna preclusione ai privati, resto però convinto che la valorizzazione del marchio Reggio Approach e la sua tutela siano cosa diversa dal discutere dell’ingresso di privati nel cda. Ma aspetto la riunione di maggioranza per avere un quadro più preciso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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