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rio saliceto, ieri l’udienza a modena

Ferrari venduta due volte, nuove accuse a Masselli

RIO SALICETO. La Ferrari di Jacky Ickx era stata venduta per la seconda volta a un manager tedesco ma regolarmente: lo comprovano le fatture. Quanto ai soldi del primo compratore, che ora si dichiara...

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RIO SALICETO. La Ferrari di Jacky Ickx era stata venduta per la seconda volta a un manager tedesco ma regolarmente: lo comprovano le fatture. Quanto ai soldi del primo compratore, che ora si dichiara truffato, sono stati immediatamente restituiti tutti con bonifico bancario appena questi si è lamentato. Infine tra il venditore e il compratore da anni sussistevano rapporti e transazioni d’affari sempre nel settore delle auto da corsa e di lusso e in passato era stata l’attuale parte civile a concludere affari in modo analogo: chiudendo la vendita di un’auto preziosa e poi consegnandola a un secondo cliente. E nessuno aveva mai proceduto legalmente.

Questo il sunto dell’esame di una testimone della difesa al processo contro Pier Angelo Masselli, ex patron della Kerself di Correggio (il colosso “green” al centro di un clamoroso crac), residente a Rio Saliceto, imputato per truffa e appropriazione indebita (è difeso dall’avvocato Antonio Sarzi Amadè) per la vicenda di una splendida Ferrari 365 Gt4 Bb gialla “parcheggiata” in un garage di Carpi: un tempo appartenuta di Ickx e usata come pole car a Montecarlo nel 1975, è stata venduta al mercante di auto di lusso viennese Peter Wiesner, oggi parte civile (l’assiste l’avvocato Roberto Chiossi).

L’udienza di ieri è stata tutta centrata su questa ex segretaria personale di Masselli, una dipendente della società attraverso a quale l’ex patron della Kerself tratta la compravendita di questi bolidi. L’impiegata ha in effetti ricostruito il rapporto tra Masselli e Wiener nel corso degli anni sottolineando che, a fronte di buoni rapporti commerciali, erano avvenute due transazioni finite male: Masselli aveva comperato dal viennese due auto costose ma questi le aveva vendute a un terzo. Insomma proprio come oggi Wiener contesta a Masselli: di aver venduto una seconda volta la Ferrari gialla di Ickx a un dirigente Ferrari in Germania. Ma l’aspetto più importante della deposizione riguardava però la questione del denaro pagato per quella Ferrari venduta due volte. La segretaria ha ricordato che, subito dopo le rimostranze di Wiener, Masselli ha dato ordine di fare un bonifico da 143mila euro al viennese: l’importo esatto che questi aveva versato per l’auto non più disponibile. Prossima udienza il 15 giugno: sarà lo stesso Masselli a rispondere al giudice e alle parti. (c.g.)

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