Omicidio Gobbi Il pm chiede 20 anni per l’assassino
BORETTO. Inizierà il 15 febbraio, davanti alla Corte d’Assise, il processo nei confronti di Roberto Infante, l’artigiano edile di 51 anni di Boretto accusato di aver aiutato Luciano Bonazzoli a...
BORETTO. Inizierà il 15 febbraio, davanti alla Corte d’Assise, il processo nei confronti di Roberto Infante, l’artigiano edile di 51 anni di Boretto accusato di aver aiutato Luciano Bonazzoli a trasportare il cadavere dell’imprenditore 43enne Giorgio Gobbi, abbandonato nel baule della sua Range Rover nel parcheggio di un ipermercato di Parma. Un agguato in azienda con l’esca della restituzione di gioielli e orologi, valore stimato sui 150mila euro, che il cognato gli aveva affidato e che lui, in realtà, s’era venduto per coltivare la passione compulsiva per il gioco. Un omicidio pienamente confessato dal bresciano di Gottolengo, Luciano Bonazzoli, quello di Giorgio Gobbi, originario di Rivarolo Mantovano, avvenuto il 4 dicembre del 2014 alla Luma srl di Viadana. Ed è proprio la collaborazione con la procura che è valsa al 48enne (assistito dagli avvocati Luca Faccin e Alessio Ferrari) una richiesta di condanna meno pesante di quanto avrebbe potuto essere per le accuse di omicidio volontario premeditato, detenzione e porto d’arma abusiva e occultamento di cadavere.
Vent’anni di reclusione – comprensivi dello sconto di pena di un terzo previsto per il processo in rito abbreviato – è quanto ha chiesto il pm Silvia Bertuzzi al termine della requisitoria. Una richiesta di condanna a 4 anni e quattro mesi, sempre incluso lo sconto di pena, invece per Edo Dolci, il 50enne di Marmirolo (difeso dagli avvocati Sergio Genovesi e Francesco Ruggerini) che ha avuto il ruolo di disfarsi della doppietta, facendola a pezzi e gettandola nelle acque del Diversivo a Soave di Porto Mantovano.
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