Gazzetta di Reggio

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verso l’estero

Fuga da Reggio per 20 mila in soli sei anni

REGGIO EMILIA. Sono stati 10.500 i reggiani che dal 2007 al 2013 sono emigrati all’estero e di questi la gran parte ha tra i 20 e i 45 anni. Così come altri 10 mila stranieri residenti a Reggio nello...

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REGGIO EMILIA. Sono stati 10.500 i reggiani che dal 2007 al 2013 sono emigrati all’estero e di questi la gran parte ha tra i 20 e i 45 anni. Così come altri 10 mila stranieri residenti a Reggio nello stesso periodo hanno lasciato la nostra città per trasferirsi al di fuori dell’Italia. E’ una vera e propria fuga di cervelli (se si tiene conto tenuto che il 31% di coloro che sono emigrati è in possesso di una laurea).

Il dato emerso dal Report annuale su lavoro e coesione sociale presentato ieri dalla Cisl Emilia Centrale non solo conferma che la disoccupazione dal 2007 a oggi è triplicata ma che ad andarsene è spesso chi ha studiato. Un’altra faccia di quella Reggio che mostra un consistente aumento delle famiglie con un solo componente e un costante abbandono della montagna. Anche per queste ragioni per la Cisl che chiede maggior equità e politiche di redistribuzione del reddito, “non si deve più parlare di crisi, ma di uno stravolgimento epocale. Una situazione in cui dalla vulnerabilità alla povertà, il passo è breve e cresce quell’area grigia in cui non si riesce a quantificare quanti sono coloro che non hanno i requisiti per rivolgersi ai servizi sociali».

Quella che è uscita ieri è un’istantanea di una Reggio che invecchia in cui sempre di più le famiglie con un solo componente (che in 40anni sono passate da 14mila a 70mila, ovvero una su tre) e in cui crescono anche i 40/50enni con malattie oncologiche che devono essere ricoverati in una casa protetta perché soli e senza reti familiari. Ma Reggio è anche una provincia in cui ci sono intere aree come il nostro Appennino in cui si registra un crollo della popolazione residente, dove diminuisce anche il numero delle imprese attive (il 7% del totale provinciale) e dove la Caritas assiste 124 nuclei familiari ( il 30% italiani). Così come dal 2008 a oggi nella nostra provincia i poveri di origine italiana sono aumentati del 6% e aumenta il numero di coloro che si rivolgono alla Caritas nonostante abbia un lavoro e nel 70% dei casi abbia un’età tra i 25 e i 54 anni. (r.f.)

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