Furto a Cà Matilde I ladri fuggono con l’auto dello chef
QUATTRO CASTELLA. Per due colpi falliti, uno riuscito, eccome. Hanno devastato e preso di tutto, infatti, sempre la notte tra mercoledì e ieri i ladri entrati in azione a Rubbianino nel noto e...
QUATTRO CASTELLA. Per due colpi falliti, uno riuscito, eccome. Hanno devastato e preso di tutto, infatti, sempre la notte tra mercoledì e ieri i ladri entrati in azione a Rubbianino nel noto e rinomato ristorante Cà Matilde dello chef stellato Andrea Incerti Vezzani. Del furto si è appreso tramite un appello accorato che Incerti Vezzani e lo staff del ristorante hanno lanciato dalla pagina Facebook del locale: «Siamo affranti come mai prima d’ora. Stanotte un gruppo di ladri ha svaligiato Cà Matilde e rubato la macchina di Andrea. Non c’è più nulla... via i prosciutti, i culatelli, le forme di Parmigiano Reggiano, il tritacarne, i materiali di cucina, l’aceto balsamico, tutto il cioccolato, i materiali da pasticceria, la collezione di coltelli, il pesce e l’olio extra vergine. Hanno rubato tutto, distrutto la siepe per entrare e sfondato il cancello per scappare...».
Al post è abbinata la foto dell’auto appena rubata, un’Audi A3 del 2009 bianca targata DW469RD. Ad esso ha fatto subito seguito una valanga di commenti di solidarietà e sostegno da parte di decine e decine tra amici, colleghi, clienti e conoscenti.
«Non vi diciamo come stiamo _ proseguono da Ca’ Matilde _ perché non ce ne è bisogno, ma oggi siamo a chiedere l’aiuto di tutti voi: l’auto di Andrea è un’Audi A3 del 2009 bianca targata DW469RD, con tettuccio in vetro. Se doveste vederla abbandonata da qualche parte per favore, contattateci, inviateci una foto o dateci indicazioni sul dove si trova».
Il locale è stato ristrutturato e i lavori si erano conclusi proprio in questi giorni.
«In tutto questo delirio ci rincuora solo una cosa: il locale non è stato toccato. Domani (oggi, venerdì 5 febbraio, ndr) quindi inaugureremo il nuovo Cà Matilde come da programma, offrendovi - mai come oggi - il miglior servizio della nostra vita», è la conclusione dell’appello.
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