«La vendita della Ferrari? Ci ho rimesso io»
Correggio: Pier Angelo Masselli (ex Kerself) racconta la sua versione della vicenda per cui è a processo
CORREGGIO. «Ho spiegato più volte a Wiesner che avrei dovuto vendergli la Ferrari 365 Gt4 Bb rossa, invece di quella gialla: su quest’ultima vettura, infatti, aveva messo gli occhi un importante funzionario della Ferrari stessa. E non vendergliela avrebbe significato incrinare gravemente i rapporti: non solo per me, ma anche per Wiesner, che lavora nell’ambiente». Così dice Pier Angelo Masselli, correggese, fino al 2010 amministratore delegato di Kerself, colosso green di Correggio al centro di un grosso crac, ed ora rivenditore di automobili di pregio per la società Miky srl, Modena Classic Works, la cui sede operativa è a Carpi. Masselli, nell’ambito di quest’ultimo incarico nella società Miky, è imputato per truffa e appropriazione indebita e renderà la sua testimonianza in Tribunale a Modena il 15 giugno: è accusato di avere venduto due volte a due soggetti diversi, tra i quali l’importatore austriaco Wiesner, la stessa autovettura di lusso, una Ferrari gialla 365 Bb che, si dice, fosse appartenuta a Jacky Ickx.
«Wiesner mi ha chiesto di trovargli una Ferrari 365 Bb. – prosegue Masselli – Io ne ho trovate due: una gialla, che si diceva fosse appartenuta a Jacky Ickx, anche se la Ferrari ha sempre smentito questa notizia, e una seconda vettura rossa. Quest’ultima non necessitava di manutenzione, mentre quella gialla aveva bisogno di completo restauro. Io compro entrambe le prestigiose vetture. Wiesner sceglie di acquistare la Ferrari gialla e io mi faccio spedire un anticipo da lui, pari a circa 30mila euro. Poi, qualche mese più tardi le stesse due auto di lusso le vede un funzionario della Ferrari, a capo del Ferrari Financial Service, dove io ero affidato per un milione di euro. E questo funzionario si impunta: vuole quella gialla. A quel punto, io chiamo Wiesner e gli dico chiaramente che bisogna che io venda la Ferrari gialla al funzionario della Ferrari. Tento di spiegargli che è un vantaggio sia per me, sia per lui, per conservare buoni rapporti in un mondo dove mantenere i contatti si rivela fondamentale. Wiesner non ne vuole sentir parlare e mi urla per telefono di spedirgli indietro i soldi. Cosa che io ho fatto subito e l’importatore austriaco, avendo ricevuto e incassato l’intera somma, ha accettato la conclusione del contratto – prosegue Masselli – Faccio notare che io la Ferrari gialla l’ho pagata 137mila euro. Al funzionario Ferrari l’ho venduta per 141mila, mentre a Wiesner a 143mila. Quindi ho anche perso dei soldi… Ebbene, nonostante io abbia restituito la somma pagata dall’austriaco e il pm avesse chiesto l’archiviazione, il gip mi ha rinviato a giudizio perché non sono state fatte sufficienti indagini… E, poi, faccio notare che Wiesner ha fatto con me la stessa cosa di cui mi accusa: avevo comperato auto costose da lui, il quale le aveva rivendute a un altro» – conclude l’ex patron di Kerself. (s.a.)
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