Gazzetta di Reggio

Reggio

Una vita missionaria dedicata all’Africa

Una vita missionaria dedicata all’Africa

San Martino in Rio: questa mattina i funerali di padre Giancarlo Anceschi, originario di Scandiano

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MARTINO IN RIO. Un religioso con la passione profonda per l’Africa e con una mentalità aperta, tanto da affidare la custodia di una casetta costruita nel campo base di una missione a un musulmano. Queste sono le caratteristiche che rendono e renderanno indimenticabile padre Giancarlo Anceschi, frate cappuccino venuto a mancare mercoledì pomeriggio all’età di 77 anni.

Ed è così che padre Giancarlo rivive nei ricordi di padre Adriano Parenti, del convento di San Martino in Rio, dove lo stesso Anceschi ha trascorso gli ultimi anni. “Padre Giancarlo è partito per la missione del Centrafrica nel 1966 quando era giovanissimo e ha trascorso in questo continente quasi tutta la sua vita fino a 3 anni fa, quando per ragioni di salute ha dovuto rientrare. – ricorda padre Adriano - Io sono stato a trovarlo almeno tre volte, in Africa, e ho potuto vederlo all’opera in tutto il suo impegno missionario di una vita. Padre Giancarlo era impegnato su più fronti della missione: uno è quello dell’evangelizzazione, per curare piccole comunità sparse per le foreste, in villaggi fatti di capanne, dove per opera dei missionari vengono realizzate delle piccole chiesette. Qui, ho ben in mente tantissimi episodi che testimoniano amicizia con gli abitanti del luogo, i quali, quando sentivano avvicinarsi la sua macchina iniziavano a chiamarlo e salutarlo, dicendo: “C’è Carlo, c’è Carlo””.

Padre Giancarlo era, inoltre, un meccanico di prim’ordine. «Tutto il parco auto dei missionari era seguito da lui – prosegue padre Adriano – che, a sua volta, ha istruito diversi centrafricani in quel mestiere, rendendoli autonomi. Un terzo aspetto in cui padre Giancarlo si distingueva è sull’orizzonte della carità e soprattutto assistenza agli ammalati. In uno dei villaggi dove, per arrivare occorre praticare una strada impossibile, Ougo, con l’aiuto del centro missionario di San Martino e tanti amici e volontari è riuscito a realizzare un dispensario e l’ha intitolato al samaritano, Le Samaritaine. Qui si trovava un po’ di tutto, per moltissimi anni padre Giancarlo è riuscito a far sì che in quel dispensario fosse presente anche un medico con qualche infermiere, quindi quella povera gente ha potuto usufruire di un’assistenza che quella gente non avrebbe mai avuto. Lì vicino aveva costruito una piccola casetta come campo base e per custodirla aveva assunto un anziano cieco e musulmano. Perché la carità non deve avere confini. Gli ultimi anni in Africa, Giancarlo li ha passati al confine tra il Ciad e il Camerun e lì ha continuato fin che ha potuto le sue opere di apostolato, rimanendo vicino agli orfani di genitori ammalati di Aids o ai superstiti della guerra civile».

Il funerale di padre Giancarlo Anceschi si svolgerà questa mattina alle 9, presso la chiesa dei frati cappuccini. (s.a.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google