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Appalti per spalare la neve, accuse degli imprenditori

di Serena Arbizzi
Appalti per spalare la neve, accuse degli imprenditori

Castelnovo Monti: «Assegnati a imprese che non hanno i requisiti necessari». Una delle aziende escluse ha presentato un esposto alla Procura e alla polizia

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CASTELNOVO MONTI. «La Provincia ha assegnato appalti per la spalatura della neve a imprese che non hanno i requisiti richiesti dall’ente stesso nel bando e che eseguono quest’attività con mezzi che si possono rivelare addirittura pericolosi». Questa l’accusa mossa da un gruppo di spalatori dell’Appennino, uno dei quali ha anche presentato un esposto in Procura e alla Polizia, per segnalare che, a loro avviso, ci sono irregolarità nell’assegnazione del servizio di sgombero neve.

In un caso, poi, un appalto sarebbe stato assegnato a uno spalatore e sarebbe stato poi revocato ingiustamente in un secondo momento. Uno di questi imprenditori, Erio Costi di Villa Minozzo, è assistito dall’avvocato Italo Rovali e, insieme ai colleghi, sfida l’amministrazione provinciale all’accertamento tecnico delle attrezzature.

«Noi vogliamo l’accertamento tecnico da parte della Motorizzazione civile per essere certi che gli strumenti che vengono utilizzati sulle strade sono in regola» – dicono in coro gli imprenditori.

Costi, in particolare, non ha partecipato al bando dell’amministrazione provinciale perché il capitolato speciale d’appalto che ha per oggetto gli interventi di sgombero neve lungo le strade provinciali per il periodo che va dal primo ottobre 2015 fino al 30 aprile di quest’anno prevedevano mezzi meccanici e relativi omologazioni «dei quali io non ero in possesso – spiega l’imprenditore – in particolare, per l’appalto 125 la scheda tecnica imponeva due trattori a doppia trazione con lama e per il 127 erano imposti due trattori a doppia trazione con lama».

L’imprenditore, anche secondo quanto si legge nell’esposto, ha constatato di persona che per tutte le operazioni di sgombero neve e salatura effettuate finora la ditta appaltatrice ha utilizzato un trattore con una lama sgombraneve non riportata né sul libretto di circolazione, né come allegato tecnico. Inoltre, viene utilizzato un camion non previsto nel bando con salatore non omologato, tra le varie attrezzature contestate. Tra gli imprenditori che si oppongono all’assegnazione degli appalti c’è anche Nestore Gianfranco Pietrelli.

«Io sono arrivato secondo sull’appalto 128, ha vinto una ditta che dei tre mezzi richiesti dalla Provincia – argomenta Pietrelli – non ne ha uno in regola. Ad esempio, ha un autocarro che non ha la revisione annuale; il trattore, poi, non ha l’estensione della lama e dello spargisale».

Un terzo spalatore, che preferisce rimanere anonimo, si era aggiudicato la vittoria degli appalti numero 115, 117 e 124.

«Poi, però, lo scorso novembre la vittoria mi è stata revocata – racconta l’imprenditore – mi hanno contestato un’irregolarità nel Durc quando invece questo documento era a posto. L’irregolarità, invece, era nel documento Inail: tuttavia, avevo provveduto a sanare la situazione prima che mi venisse revocata la vittoria, che mi è stata tolta ugualmente, pur essendo un mio diritto… Per questo mi sono mosso per vie giudiziarie e ho presentato ricorso al Tar».

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