Cambiato il progetto, intervenga la procura
Opposizioni all’attacco: il “taglio” del terzo piano causato in realtà dall’acqua di falda
REGGIO EMILIA. Il progetto definitivo-esecutivo del park Vittoria approvato dal comune di Reggio Emilia nel 2012 era sbagliato ed è stato modificato con una variante che ha «tagliato» il terzo piano del contestato parcheggio interrato.
E' il nuovo caso sollevato sulla principale opera nel centro storico di Reggio dai capigruppo del Movimento 5 Stelle, Norberto Vaccari, e delle liste civiche in consiglio, Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani, che reclamano adesso un'indagine della procura.
La presunta irregolarità emergerebbe dagli atti che il 16 dicembre 2015 la società Reggio Parcheggi ha trasmesso all'unità di progetto «Progetti Speciali» del comune di Reggio, riguardanti ipotesi di variante relative «alla platea di fondazione oltre all'esecutivo delle opere prefabbricate».
Ciò che emerge, sostiene l'opposizione, «è che il "taglio" del terzo piano non è stato causato dal ritrovamento di sottoservizi sconosciuti o dai rinvenimenti archeologici o da variazioni non prevedibili delle condizioni geologiche, ma dalla presenza dell'acqua di falda che per tutta l'estate ha stagnato nel buco della piazza». «Ciò che emerge con gravità dal deposito della variante è che il progetto definitivo-esecutivo approvato dal Comune era sbagliato ed è stato sostituito con questa variante poiché non teneva in considerazione le sottospinte dell’acqua alla platea del parcheggio, creando il fondato rischio di galleggiamento della stessa. Una questione rilevante, poiché, in tal caso, il Comune avrebbe ingiustificatamente consentito una variante sostanziale che, a valori pressoché inalterati, consegnerà un’opera più piccola alla comunità, con conseguente danno al pubblico erario. Una responsabilità molto rilevante che la Procura, che da molti mesi sta indagando, non può più ignorare, al pari dei lavori non previsti in corso da quest’estate per posizionare il telo in tessuto non tessuto ricoperto dal sottofondo in pietrisco, pure non previsto da alcun progetto ma, così ha dichiarato il responsabile unico del progetto (l’architetto Massimo Magnani, dipendente del comune di Reggio, ndr), integrato discrezionalmente dalla direzione lavori. Infine rileviamo che anche il deposito degli atti in variante appare strano, in quanto la denuncia di deposito redatta su modello della Regione Emilia Romagna non è asseverata dal progettista architettonico, poiché quest’ultimo avrebbe dovuto dichiarare una conformità al progetto esecutivo che non sussisteva più».
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