Gazzetta di Reggio

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Il titolo Landi perde un altro 20%

Enrico Lorenzo Tidona
Il titolo Landi perde un altro 20%

Venerdì nuovo tonfo dopo il -19% del giorno precedente, un fine settimana nero per la Borsa

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Una giornata no per Piazza Affari vale il secondo scivolone in due giorni per il titolo della Landi Renzo. Le azioni dell’azienda di Cavriago che sviluppa sistemi di combustione alternativa a gpl e metano, giovedì aveva perso il 19%, ieri un altro 20%. La notizia buona, se si vuole offrire un po’ di respiro al titolo, è che ieri la Borsa ha chiuso con il segno meno davanti (-2,13%) mentre due giorni fa la Landi Renzo era in preoccupante controtendenza rispetto all’indice l’indice generale Fste Mib che guadagnava l’1,23%.

La situazione si fa seria sotto il profilo finanziario mentre il valore industriale resta intatto. Il titolo dell’azienda guidata da Stefano Landi, presidente della Camera di Commercio di Reggio, ha strappato un ultimo prezzo pari a 39 centesimi, sotto la soglia psicologica dei 40 centesimi, nuovo minimo negli ultimi 5 anni e ben lontano dai fasti seguiti alla quotazione nel 2007 al segmento Star di Piazza Affari, quello dedicato alle aziende di medie dimensioni ma con alto potenziale di crescita. Vista la quotazione ai minimi, la volatilità del titolo è ai massimi: bastano pochi soldi per far muovere in un senso e nell’altro il suo valore.

Certo, le quotazioni sono l’indice di gradimento da parte dei mercati, soprattutto degli operatori specializzati, che hanno inquadrato le difficoltà commerciali per l’azienda di Cavriago, la quale ha già attivato i contratti di solidarietà per i 430 addetti. I conti sono ingessati a causa del crollo del prezzo del petrolio, che favorisce le auto a benzina e quelle diesel, fattore che durerà a lungo secondo le previsioni. A dare il via alle vendite di giovedì è stata l’intenzione palesata dall’azienda di rivedere le caratteristiche di un’obbligazione di lungo periodo (scadenza 2020). Questo alla luce di un fatturato 2015 ancora in calo a 205 milioni di euro contro i 233 del 2014, e una posizione finanziaria netta negativa di circa 60 milioni.

Stessa parabola per l’Ebitda, fermatosi a 1,9 milioni di euro al 30 settembre del 2015. Per tornare a correre in Borsa la Landi Renzo deve prima tornare protagonista all’estero rivitalizzando così i bilanci a tutto beneficio degli investitori di Borsa.

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