Il vicesindaco se ne va sbattendo la porta
Sant’Ilario, Rossella Campari si dimette: «Troppi punti di disaccordo con la maggioranza. Ormai ero diventata scomoda»
SANT’ILARIO. Le fratture sono diventate insanabili. Per questo Rossella Campari, assessore alla Scuola e vicesindaco, ha rassegnato le dimissioni, messe nero su bianco ieri mattina, al termine di un periodo nel quale l’insegnante 61enne si è sentita messa ai margini dall’amministrazione comunale guidata da Marcello Moretti.
Campari, come ha maturato la decisione?
«Lo spunto mi è arrivato da Christiane Taubira, la ministra della Giustizia francese che si è dimessa un paio di settimane fa. Nel suo discorso ha detto che “a volte per resistere bisogna partire”, e io mi sono trovata d’accordo».
Quali sono le ragioni?
«Sono molteplici gli aspetti sui quali mi sono trovata in disaccordo in questi venti mesi. Voglio premettere che in tutto questo periodo mi sono impegnata al massimo nel mio incarico, ho dedicato a questa mansione molto tempo e ho sempre fatto tutto con passione. Uno dei fattori di dissenso è stato il mio voto su una mozione delle opposizioni, che proponevano un dibattito sul tema scuola. In quel caso non ho votato come la maggioranza, perché ritenevo la proposta valida e nell’interesse della scuola pubblica. Ma quello non fu l’unico incidente...».
Ad esempio?
«La riapertura del Forum, luogo che ho sempre amato frequentare ma che non ritengo debba essere caratterizzato da progetti e programmazioni faraoniche. Ogni giorno mi sono trovata davanti famiglie a cui era stato imposto lo sfratto esecutivo: penso fosse giusto dare la priorità a nuovi alloggi piuttosto che ad altri progetti. Anche sul tema della legalità, le mie proposte “a costo zero” sono state bocciate a favore di altre più onerose. Per non parlare della costituenda azienda speciale...».
E sulla prossima fusione?
«Vedo che non c’è la minima volontà neanche di provare a impedirla. A Gattatico, però, il sindaco ha lasciato libertà ai propri consiglieri di votare contro. Così, mercoledì sera mi è arrivato l’aut-aut».
In che modo?
«Nel corso del gruppo consiliare il sindaco mi ha messo alle strette e mi ha fatto capire che o mi allineavo o ero fuori. Ma tanto negli ultimi tempi, da quando sono diventata “scomoda”, non mi mandavano più nemmeno le mail, e venivo a scoprire le novità e i progetti delle scuole in quanto sono insegnante, e non perché sono assessore. E poi ho ravvisato la totale chiusura nei confronti delle opposizioni».
E adesso che farà?
«Continuerò a fare politica, ma non all’interno delle istituzioni. La farò insieme ai miei alunni. L’esperienza è stata arricchente, ma speravo di avere maggiore libertà nell’esprimermi, anche sui temi etici».
È iscritta al Pd?
«Ho la tessera, ma credo che non la rinnoverò».
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