Pericolo di crollo, indagine alla svolta
Attesa per la consegna della consulenza sui rischi della falda intercettata dagli scavi e l’intervento di riduzione dei piani
REGGIO EMILIA. Un fascicolo aperto per pericolo crollo, per il momento a carico di ignoti. Mesi e mesi di indagine che stanno per culminare nel deposito di una articolata consulenza tecnica che stabilirà se gli scavi nel cuore di piazza della Vittoria per la realizzazione del maxi progetto dei garage sottorrenei sta mettendo a rischio la stabilità degli edifici intorno al “cratere”. Uno su tutti: il vicino teatro Valli.
Non sono gli strali di chi, da anni ormai, combatte contro un’opera ritenuta inopportuna - quanto meno per la posizione - ma l’indagine che in procura vede al lavoro tre magistrati: il procuratore capo Giorgio Grandinetti e i sostituti Valentina Salvi e Giulia Stignani. E che da anni impiega gli investigatori dei carabinieri (nella fase iniziale), della Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato. Un’indagine che, confermano gli uffici della procura, sta per arrivare al dunque.
Il cuore riguarda la falda che gli scavi hanno intercettato e che, per altro, la scorsa estate era ben visibile. Le sottospinte dell’acqua alla platea del parcheggio rischiano di provocare il galleggiamento della stessa e per questo è stato necessario intervenire. Era possibile prevedere già in fase di progettazione questa situazione? E’ una delle questioni che l’indagine sta mettendo a fuoco. In corso d’opera, sono state decise ed effettuate opere di stabilizzazione, come la riduzione dei piani. La procura vuole capire se potevano essere effettuate e se si sono verificati illeciti di natura edilizia.
Giovedì, in procura, si è tenuta una riunione nell’ufficio del procuratore capo, alla presenza di tutti gli attori di questa complessa indagine. Per fare il punto e per disporre ulteriori accertamenti.
Ma quello geologico-ambientale, non è il solo fronte sotto la lente degli investigatori. Al vaglio c’è l’intero iter burocratico del project financing che ha portato all’avvio dei lavori. In ballo ci sono una serie di verifiche che riguardano la legittimità delle procedure, a partire dal 2006 quanto per la prima volta in Comune si parlò del progetto: soltanto quattro anni dopo il progetto venne ripreso in mano. E’ stato regolare tutto ciò?
In questi mesi - è dal 2014 che la procura di Reggio Emilia sta indagando - sono state sentite persone, si è lavorato sulle carte. Ora, si attende l’esito della consulenza su cui lavora anche la Forestale.
Da quella, sembra di capire, dipenderà l’eventuale iscrizione di persone in quel registro degli indagati al momento vuoto ed eventuali provvedimenti. E’ questione di giorni.
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