Via Gramsci, la Diocesi chiede lo sgombero
Don Gherardi chiama la polizia municipale nel magazzino di via Gramsci occupato dai Centri sociali
REGGIO EMILIA. E’ solo rinviato lo sgombero dell’ex magazzino formaggi di via Gramsci 44 di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (con la Diocesi impegnata nella disperata ricerca di fondi per sanare il proprio bilancio) , occupato abusivamente dal maggio 2014 da alcune realtà sociali come Città Migrante, Ciclofficina Raggi Resistenti, Laboratorio No Expo.
Per la definizione dei tempi e delle modalità per liberare l’immobile insistentemente reclamato dalla proprietà molto dipenderà dall’esito dell’incontro tra i legali delle parti fissato per martedì prossimo nell’ufficio dell’ avvocato Wainer Burani.
Il tentativo di sgomberare l’immobile è andato a vuoto ieri mattina perché i tecnici del Comune e due volanti della Polizia Municipale intervenuti su segnalazione dell’Istituto Diocesiano, non hanno riscontrato alcun abuso.
La proprietà dell’immobile ieri presente con don Evandro Gherardi aveva segnalato, infatti, un presunto abuso edilizio e l’esercizio nei locali di attività abusiva di riparazione di biciclette. Attualmente l’edificio in condizioni fatiscenti ospita una decina di persone molte delle quali fuoriuscite dalla Libia dopo la rivoluzione del 2011ed in passato è stato utilizzato anche per alcune iniziative da parte degli occupanti.
L’amministratore dell’Istituto per il sostentamento per il clero - e parroco di Brescello - don Evandro Gherardi ha confermato la richiesta al Comune di avviare la procedura di sgombero.
«La procedura si è innescata e chiediamo lo sgombero dell’immobile sia perché in precarie condizioni strutturali e igieniche sia perché la chiesa ha già altri strumenti per l’accoglienza de migranti. Abbiamo atteso due anni e sono le stesse persone del quartiere chiederci di trovare una soluzione. La nostra buona volontà - sottolinea il sacerdote - l’abbiamo dimostrata ma oggi la situazione è diventata insostenibile».
Le realtà sociali che occupano lo stabile con l’appoggio del circolo di Sel Loukanikos come risposta il tentativo di sgombero hanno convocato ieri mattina una conferenza stampa davanti al Municipio per spiegare le proprie ragioni.
«Visto che stiamo parlando di integrazione, accoglienza, mutualismo e fragilità _ hanno scritto in una nota _ pensiamo che si possa trovare un serio accordo tra Diocesi e realtà occupanti, soprattutto se l'Amministrazione giocherà un ruolo da mediatrice. Stiamo parlando di vite, tutto ciò va al di là della vendita di uno stabile. Questo è quello che chiediamo ai nostri rappresentanti: di aprire un tavolo tra le parti, perché non è in gioco il futuro di un capannone dismesso ma l'idea di città che vogliamo».
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