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A scuola si “recuperano” le pile

Un progetto didattico ambientale promosso da Iren e dai Comuni

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CASTELNOVO MONTI. E’ arrivato in questi giorni alla fase concreta - dopo la presentazione avvenuta qualche settimana fa - un progetto ambientale che coinvolge tutte le scuole elementari e medie dei 10 Comuni dell'Unione Appennino Reggiano. Si tratta di un progetto didattico di educazione ambientale su rifiuti, gestione delle risorse ed energia organizzato da Erp Italia, Iren e Wwf Ricerche e Progetti.

In questi giorni nelle scuole sono stati distribuiti degli appositi raccoglitori di batterie usate, le “pile” come si usa dire, insieme ad un opuscolo che spiega l’importanza di avviarle alla differenziazione, perché molto inquinanti se abbandonate nell'ambiente e invece ricche di materiali riciclabili. A spiegare il progetto sono Arturo Bertoldi di Iren, Carla Canedoli Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo di Castelnovo, Emanuele Ferrari vice sindaco di Castelnovo Monti, Lorenzo Franchini Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo di Busana.

«Il progetto coinvolge circa 1.900 alunni delle scuole di Castelnovo, Busana, Carpineti, Casina, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Vetto, Villa Minozzo e Toano, e si propone di fornire le cognizioni di base sull’energia e, in particolare, sul ciclo di vita delle comunissime batterie portatili monouso e ricaricabili, oltre che di sensibilizzare le comunità del territorio sull'importanza della raccolta delle pile esauste. Allo scopo di avvicinare e appassionare i bambini alle tematiche ambientali legate alla destinazione finale delle pile esauste e delle apparecchiature elettriche o elettroniche non più funzionanti o in disuso, il programma didattico prevede incontri formativi con insegnanti e studenti delle scuole».

Tutte le classi vengono incoraggiate a partecipare attivamente al progetto che si concluderà a marzo con una giornata in cui saranno pesati i raccoglitori conferiti dalle scuole.

«Insieme ad Iren – ha spiegato Samantha Charalambous, Marketing Manager di ERP Italia – che si occuperà del servizio di raccolta, pesatura e stoccaggio temporaneo, e WWF Progetti e Ricerche, con cui collaboriamo attivamente da tempo, abbiamo studiato il percorso didattico, di divulgazione e di sensibilizzazione che tiene conto delle peculiarità dei comuni della fascia appenninica». (l.t.)

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