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Campari, le dimissioni scuotono Sant’Ilario

Campari, le dimissioni scuotono Sant’Ilario

Sindaco Moretti, giunta e maggioranza: «Al vicesindaco mai chiesto di allinearsi» Orlandini: «Ha dovuto subire soprusi». Menozzi: «Impopolare nel suo gruppo»

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SANT'ILARIO. Le dimissioni del vicesindaco Rossella Campari – motivate con il disaccordo con la maggioranza su vari temi – suscitano le reazioni di sindaco, giunta, gruppi di maggioranza e opposizione. Le dimissioni sono state formalizzate venerdì al termine di un periodo in cui l’insegnante 61enne si è sentita messa ai margini dell’amministrazione comunale. Alla Gazzetta, Rossella Campari ha detto, tra le altre cose, di essersi dimessa per «molteplici aspetti sui quali mi sono trovata in disaccordo in questi venti mesi», aggiungendo che «uno dei fattori di dissenso è stato il mio voto su una mozione delle opposizioni, che proponevano un dibattito sul tema scuola. In quel caso non ho votato come la maggioranza, perché ritenevo la proposta valida e nell'interesse della scuola pubblica».

«Siamo molto rammaricati per le dimissioni di Rossella Campari dal gruppo – affermano in una nota firmata dal sindaco Marcello Moretti, dalla giunta, dal capogruppo "Democratici per Sant'Ilario" Achille Maffini e dal gruppo consiliare –. In questi anni crediamo di aver lavorato tenendo conto delle opinioni di tutti e ognuno è stato libero di esprimersi senza condizionamenti. Quando le questioni da affrontare sono complesse, la pluralità di opinioni è una ricchezza, perché il confronto fra diversi punti di vista aiuta sempre a ragionare e a trovare le soluzioni migliori. Naturalmente ogni confronto che parta da posizioni diverse, per non essere sterile e fine a sé stesso, deve necessariamente darsi l'obiettivo di trovare un punto d'incontro. Questo non vuol dire "allinearsi", ma fare uno sforzo comune per ascoltarsi a vicenda riconoscendo pari dignità di coscienza a tutti. I progetti e i punti di vista del vicesindaco non solo sono stati tenuti in debita considerazione, ma molto spesso sono stati recepiti e messi in pratica, tant'è che abbiamo attuato fin da subito parti importanti del programma sulla scuola. Queste considerazioni sono state ribadite anche nell'ultimo incontro del gruppo consiliare, il quale ha espresso unitariamente la volontà di continuare a lavorare insieme, pur nella consapevolezza che per risolvere problemi e realizzare progetti occorre sempre trovare posizioni comuni e condividere le sintesi raggiunte».

Marco Orlandini, capogruppo di "Cambia Sant'Ilario", si dice «francamente dispiaciuto per le dimissioni perché il consiglio comunale perde una voce libera, appassionata e competente. Non posso dire che la cosa mi abbia colto di sorpresa: da tempo si percepiva il disagio di una persona a stare dentro ad un gruppo dove imperava la "ragion di stato" e dove il primo pensiero era quello di preservare ad ogni costo l'unanimità. Mi ha fatto sorridere il contrasto fra le dichiarazioni del sindaco Moretti, che col suo stile curiale cerca in ogni modo di sfumare i toni, e le dichiarazioni di Rossella, che finalmente apre il libro e racconta dei soprusi che ha dovuto subire».

Marcella Menozzi, presidente Commissione Scuola: «Le dimissioni mi rattristano molto, sia come presidente della Commissione consigliare Scuola e Cultura che a livello personale. Abbiamo fatto diverse riunioni e, anche se non ci siamo trovate sempre d'accordo sui principi, ho sempre avuto per lei un forte rispetto, e spero lei abbia a sua volta avuto modo di coglierlo da parte mia. Sulla "buona e nuova" scuola che vorremmo per il nostro futuro Comune unico, i punti di convergenza erano moltissimi; probabilmente sono stati quelli che l'hanno resa impopolare all'interno del suo gruppo consigliare. Rossella continuerà a lavorare nella e per la scuola, perché la ritiene un punto cardine, quindi spero che il suo contributo arrivi sotto altre forme, che sicuramente saremo pronti ad accogliere. È sconcertante, tuttavia, vedere come un partito che si definisce democratico costringa a lasciare una persona che non si allinea, sebbene questa persona lavori strenuamente per il bene comune. Più che essere una democrazia, rischia di sembrare un regime».

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