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la fattoria / i consigli del veterinario

Fido riesce a capire quando siamo tristi e quando siamo felici

di OLGA PATTACINI*
Fido riesce a capire quando siamo tristi e quando siamo felici

Più di una ricerca ormai lo ha dimostrato: come noi, anche i nostri amici a quattro zampe sono esseri empatici

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Tutti i proprietari di cani sono convintissimi che i pelosi li capiscano perfettamente - a volte più dei coniugi... - e a loro volta sono in grado di interpretare gli stati d'animo del peloso che vive accanto. Questa capacità di comprendere appieno lo stato d'animo altrui, “sentendo” quello che l'altro sente, vivendo le sue emozioni si chiama empatia e si pensava che fosse una peculiarità unica degli esseri umani, chi più chi meno.

Negli anni Novanta, però, ricerche fatte all'Università di Parma dimostrarono che “il contagio emotivo” riguardava anche i primati non umani, in questo caso i macachi, aprendo un mondo nuovo nello studio delle neuroscienze. Gli attori principali sono i “neuroni specchio”, che si attivano non solo quando si compie una determinata azione, ma anche vedendo compierla o sentendo raccontarla. Noi umani, per esempio, piangiamo vedendo un film, perché entriamo in sintonia con i protagonisti della storia e l'emozione provata è del tutto indipendente dal fatto che sia appunto una storia.

Successive ricerche hanno dimostrato che anche i cani sono empatici, non solo con i loro simili, ma anche con noi. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Pisa ha recentemente pubblicato sulla Royal Society Open Science, rivista della Royal Society britannica, uno studio effettuato analizzando il comportamento dei cani durante il gioco: si è notato come gli animali rispondano con una reazione involontaria, automatica ed istantanea alla mimica facciale e corporea  di altri cani, soprattutto se sono cani amici e le sessioni di gioco più lunghe erano quelle con mimiche più marcate.  Il comportamento involontario che porta ad imitare ciò che fanno gli altri (sorriso, gioco, sbadiglio, pianto) è considerato alla base della capacità di coesione sociale, così pure la collaborazione e l'aiuto reciproco.

La cosa che mi affascina di più è però la scoperta che noi e i nostri cani reagiamo allo stesso modo ascoltando suoni umani e canini e  le attività delle aree cerebrali coinvolte sono simili a seconda del tono emozionale del suono. Questa sera proviamo a far finta di piangere: il nostro cane cercherà di consolarci esattamente come  facciamo noi quando ci guarda con quegli occhioni da povero cane solo e abbandonato.

*Veterinario Ausl

 

 

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