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Lupi e cani randagi: nasce una consulta per il loro controllo

di Luca Tondelli
Lupi e cani randagi: nasce una consulta per il loro controllo

Ligonchio: incontro tra Willy Reggioni, il Parco e i Comuni sul fenomeno della ibridazione e dei pericoli per gli uomini

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LIGONCHIO. Protezione di una specie importante, ma anche tutela dagli squilibri e dai potenziali rischi, che se non riguardano l’uomo sono comunque legati agli animali domestici, legati alla presenza del lupo ormai molto diffusa sul territorio.

E’ tra queste due azioni che si muove il Parco nazionale dell’Appennino. L’ente nazionale ha comunicato la nascita di un Comitato consultivo aperto, da parte del Parco e del Wolf Apennine Center.

«Vogliamo avviare – spiega Willy Reggioni, del Wac – un percorso decisionale condiviso con le autorità locali, i tecnici del settore e più in generale tutti coloro che rappresentano gruppi d’interesse, per arrivare ad approvare un piano “condiviso” per la “gestione del lupo” in generale e per il problema dell’ibridazione lupo-cane in particolare. Per costituire il comitato consultivo abbiamo già realizzato un primo incontro a Sassalbo il 18 dicembre scorso al quale hanno partecipato circa 30 persone. Durante questo primo incontro abbiamo “ascoltato” le istanze dei gruppi di interesse presenti ed abbiamo concordato un percorso che prevede un secondo momento di confronto da realizzare nel prossimo mese di marzo. In quell’occasione intendiamo dare le prime risposte a quesiti che ci sono stati posti e iniziare a condividere una bozza del piano d'azione. Ciò che ci sembra importante è allargare la partecipazione al comitato consultivo per questo il Parco Nazionale disposto una manifestazione d’interesse a cui ci aspettiamo una grande adesione».

Si vorrebbe arrivare ad elaborare un piano d’azione per individuare i mezzi e gli strumenti per la gestione degli ibridi cane/lupo, prendendo in considerazioni le condizioni socio-economiche locali.

«Considerando che il fenomeno dell’ibridazione è fortemente interconnesso con quello del randagismo canino – conclude Reggioni – è necessario che a questo tavolo istituzionale siano chiamati a partecipare tutti gli attori competenti: Regioni, Comuni, Rarchi regionali associati al WAC del Parco Nazionale, Asl, e i rappresentanti dei differenti gruppi d’interesse quali cacciatori, allevatori, ambientalisti e animalisti che sono coinvolti nella gestione di questo fenomeno».

Per manifestare interesse a partecipare al Comitato è possibile collegarsi al sito www.lifemircolupo.it.

Ieri sulla situazione della diffusione del lupo, e sulla sua percezione come un pericolo, è intervenuto anche il direttore del Parco, Giuseppe Vignali, che ha preso le mosse sugli ultimi episodi verificatisi in montagna in cui sono stati uccisi anche cani domestici: «Gli avvistamenti e le presenze non più eccezionali di lupi in prossimità di nuclei abitati della montagna e della collina sono un dato di fatto che segnala la necessità di monitorare attentamente non solo la diffusione sul territorio della specie lupo, ma anche i suoi comportamenti e i rapporti da sempre non semplici di convivenza con le attività economiche ed umane. L’obiettivo del Parco è ridurre i rischi di ibridazione con altri canidi, oltrechè per prevenire e all'occorrenza risarcire le predazioni di ovini e in generale di bestiame da allevamento. Da questo punto di vista le azioni in corso si stanno dimostrando complessivamente idonee e di una certa efficacia. Destano nuova e crescente preoccupazione sul territorio gli episodi ripetuti di predazione di cani e animali domestici nei pressi delle abitazioni. Non emergono ad oggi – prosegue Vignali – pericoli apprezzabili e concreti per la sicurezza delle persone, nè localmente né a livello nazionale. Si rileva tuttavia la necessità di adottare comportamenti e misure di prevenzione per la tutela degli animali domestici, come già è stato fatto per gli allevamenti ovini. L’adozione di alcune semplici misure – conclude il direttore del Parco – può ridurre notevolmente questo rischio: proteggere con idonee recinzioni o altro genere di barriere o elementi dissuasori acustici o luminosi gli spazi utilizzati dagli animali domestici nelle ore serali e notturne è un esempio».

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