«Ma non sono io il problema del partito»
Bini, il sindaco antimafia: «Sono stato eletto con il Pd, quello che fa il M5S non mi interessa»
REGGIO EMILIA. «Se mi sono fischiate le orecchie? Un po’ sì». E’ l’unica battuta che Enrico Bini si lascia scappare a proposito della direzione provinciale del Pd convocata da Andrea Costa per discutere della nuova offensiva della criminalità organizzata culminata con la lettera di minacce scritta dal carcere da Pasquale Brescia e indirizzata al sindaco di Reggio Luca Vecchi. Alla riunione - che Costa aveva deciso di allargare ai sindaci e ai presidenti di circolo - Bini non ha potuto essere presente: «Avrei partecipato - dice - se non fossi stato trattenuto in ufficio a Castelnovo».
Invero, il segretario del Pd Andrea Costa, Bini lo incontrerà già domani.
Un faccia a faccia che servirà se non altro a fugare i “maldipancia” che all’interno del partito avevano provocato le sue ultime dichiarazioni: “Delrio e Vecchi ascoltati dall’Antimafia? Non ci sarebbe nulla di male” aveva detto incassando il plauso del Movimento 5 Stelle.«In tutto questo - dice - chi fa della dietrologia è fuori strada. Io sono stato eletto con il sostegno del partito democratico e mi riconosco in questa alleanza che oggi fa sì che io sia il sindaco di Castelnovo Monti. Voglio essere chiaro: non ho nessuna intenzione di cambiare la mia maggioranza», dice alludendo alle “sirene” grilline di questi giorni. Resta il fatto che all’interno del partito di via Gandhi le ultime uscite pubbliche di Bini vengano lette come brecce che il Movimento 5 Stelle apre nel centrosinistra reggiano.
Ma dal canto suo, Bini, non si scompone: «Io - dice - ho firmato assieme agli altri amministratori il documento di solidarietà a Luca Vecchi, verso di lui non ho alcuna remora. Non ho mai pensato di cambiare maggioranza. Sul tema della lotta alla criminalità organizzata - aggiunge però il primo cittadino di Castelnovo Monti . dobbiamo essere onesti con noi stessi e guardare senza remore al passato, proprio per evitare di ritrovarci tutti, di qui a un mese, di nuovo sconcertati di fronte ad altri possibili episodi».
massimosesena
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