Silvio punta su Lisa ma lei lo “gela”: «Meglio Matteo»
Alla ricerca di una nuova leadership per Forza Italia l’ex premier aveva puntato sulla Ferrarini, ricevendo un no
REGGIO EMILIA. Alla forsennata ricerca di un erede per la guida di Forza Italia, Silvio Berlusconi è arrivato a pescare a Reggio Emilia, ovvero in quella terra dove Forza Italia e il centrodestra in genere - da sempre - faticano a trovare anche solo un candidato sindaco con vaghe chances di ballottaggio.
Il nome che l’ex premier aveva trovato è quello di Lisa Ferrarini, vice presidente nazionale di Confindustria e numero uno dell’azienda agroalimentare di Rivaltella che porta il suo cognome. A farglielo sarebbe stato - stando alla ricostruzione fatta da Amedeo La Mattina su La Stampa - nientemeno che il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi, che conosce bene la Ferrarini e frequenta Reggio - area nord - per ragioni calcistiche.
Un nome che dev’essere piaciuto subito al Cavaliere al punto che - riferisce sempre il quotidiano torinese - non ha avuto remore a buttarlo in pasto (si era in effetti a una cena a Palazzo Grazioli) agli eurodeputati del suo partito. Dopo gli applausi e i moti di entusiasmo dei dei suoi eletti è arrivata però a stretto giro la doccia gelata da parte della diretta interessata.
Scrive La Mattina: «”Assolutamente no”, dice l’imprenditrice dalla sua scrivania di Reggio Emilia. “Ringrazio il presidente Berlusconi del pensiero, della considerazione nei miei confronti, ma io sto bene dove sto. Invece se la stessa considerazione venisse da Renzi potrei valutare...”. Renzi? Scusi, ma... La signora Lisa ride. «Ma su, sto scherzando». No, scusi, Berlusconi su indicazione di Squinzi la vorrebbe arruolare e viene fuori che lei è renziana? «Intanto non è vero che Squinzi abbia fatto il mio nome a Berlusconi, glielo posso assicurare. E poi io il mio contributo all’Italia lo dò con il mio lavoro. Credo di avere dimostrato di essere bravina”». E Renzi?, insiste il giornalista. «E’ bravo, sta facendo bene in un paese complesso, sta eliminando alcuni lacci e lacciuoli che imbrigliano l’economia italiana. Per la politica bisogna esserci portati...». L’interv istatore non molla la presa: vuole dalla imprenditrice una professione pubblica di “renzismo”, ma lei non cade in trappola, proprio come si vorrebbe da un politico navigato: «Glissa - scrive La Mattina - parla di “Paese Europa. Io sono per gli Stati uniti d’Europa immaginati da Spinelli. Amo l’Italia ma mi sento profondamente europea. Con i fallimento di Schengen torneremmo indietro di decenni”.
massimosesena
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