Aggredito con la mannaia, perdona il figlio in aula
Reggio Emilia: il giovane si era scagliato contro il genitore perché non gradiva la cena: rimesso in libertà e riaccolto dalla famiglia
REGGIO EMILIA. Lo ha abbracciato in aula, lo ha perdonato e lo ha ripreso a casa, nonostante poche ore prima lo avesse aggredito con una mannaia dopo una banale lite, scatenata da una discussione sulla pietanza preparata per cena.
Il ragazzo di 25 anni arrestato sabato sera per aver aggredito i carabinieri intervenuti per calmarlo, non è un giovane viziato, andato su tutte le furie perché non aveva gradito un piatto di pasta. E' prima di tutto una persona con seri problemi, tanto che il legale Matteo Marchesini ha intenzione di chiedere una perizia che ne valuti la capacità di stare a processo. Tre anni fa, è emerso ufficiosamente, il ragazzo venne sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio al diagnosi e cura.
Ieri mattina il giovane è comparso in tribunale per l’udienza di convalida davanti al giudice Luca Rabboni, che lo ha rimesso in libertà con il solito obbligo di firma, come chiesto anche dal pm. Il padre in tribunale si è disperato per quanto accaduto e ha ripetuto a tutti che il figlio non era in sé, forse per aver assunto qualcosa.
Il genitore ha comunque contestato l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, perché sarebbe stata commessa in stato d’alterazione. Al termine dell'udienza l'uomo si è avvicinato al figlio e lo ha abbracciato, sottolineando così in modo evidente il suo perdono e la sua volontà di riprenderlo tra le mura domestiche.
La lite tra i due familiari è scoppiata quando erano a cena. Padre e figlio hanno iniziato a discutere e a un tratto il 25enne ha afferrato una mannaia e si è avventato contro il genitore come una furia. L’uomo ha reagito prontamente, ha spinto il ragazzo a terra e poi è scappato in strada per chiedere aiuto. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto il ragazzo non aveva più la mannaia in mano, ma era ancora in stato di evidente agitazione e si è scagliato contro di loro.
A quel punto è stato ammanettato e portato dentro, mentre il genitore è stato medicato e dimesso con una prognosi di quattro giorni dall’ospedale Santa Maria di Reggio. L’arma è poi stata sequestrata dai carabinieri all’interno dell’abitazione, sul pavimento, dove il 25enne l’aveva lasciata. (j.d.p.)
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