Prenota e paga la vacanza ma è un’altra truffa online
San Polo: vittima una 40enne della Val d’Enza che aveva versato la caparra L’inserzionista ha fatto perdere le tracce, ma i carabinieri l’hanno denunciato
SAN POLO. Una settimana a Marina di Massa a Ferragosto a soli 600 euro. Un’offerta davvero allettante, decisamente troppo, visto che nascondeva una truffa via internet costata 400 euro di caparra e una vacanza mai avvenuta.
Al termine di indagini informatiche, un 53enne bergamasco è stato denunciato per truffa dai carabinieri di San Polo d’Enza dopo aver raggirato una 40enne residente in Val d’Enza l’estate scorsa: non è l’unica sua vittima in quel periodo in cui tante persone cercano all’ultimo minuto una soluzione per le ferie ferragostane.
La donna reggiana aveva trovato un’ottima inserzione su un sito internet di affitti e annunci, che parlava di 600 euro per il noleggio attorno a Ferragosto di una casa piuttosto ampia (la 40enne portava con sé la famiglia) a Marina di Massa, nella Toscana settentrionale, in una zona rinomata per la qualità del mare e del cibo. La cifra, per il pacchetto proposto, era molto più che abbordabile e così la donna ha contattato l’inserzionista e ha iniziato la trattativa.
La prima fase si è conclusa con il versamento di una caparra di 400 euro su una carta di credito prepagata Postepay indicata dall’inserzionista. L’uomo, ricevuta la somma, come da copione è sparito nel nulla, smettendo di rispondere a e-mail e telefonate, e la 40enne, capendo di essere rimasta incastrata, è andata dai carabinieri della stazione di San Polo per raccontare l’accaduto, portando con sé tutto il materiale raccolto.
La prima verifica dei militari ha confermato la truffa, perché l’indirizzo in cui ci sarebbe dovuto essere l’appartamento coincide con quello di un albergo, e quindi è stata formalizzata la denuncia, che ha permesso di procedere con nuovi accertamenti e con l’acquisizione di tabulati e dati assortiti. I carabinieri sono quindi risaliti al 53enne bergamasco, incrociando l’utenza telefonica, l’intestazione della carta di credito prepagata e l’annuncio su internet, e lo hanno formalmente denunciato. Le indagini hanno rivelato che la 40enne reggiana non è l’unica a essere caduta nella rete dell’imbroglione digitale: nello stesso periodo tante altre persone di mezza Italia hanno risposto all’inserzione su marina di Massa e come lei hanno versato diverse centinaia di euro di caparra per bloccare quella che sembrava un’offerta davvero conveniente per luogo e periodo dell’anno.
Per tutti loro, le ferie estive 2015 sono invece svanite nel nulla e una parziale consolazione potrà arrivare al termine del procedimento penale, in cui potranno comparire come parte civile e chiedere un risarcimento.
La vicenda può essere usata anche come avvertimento per i cittadini, perché facciano la massima attenzione a come utilizzano gli annunci via internet per le vacanze. Il primo consiglio dei carabinieri, valido per tutte le località turistiche, è quello di valutare la media dei prezzi stagionali per la zona proposta: se l’offerta è molto inferiore, può essere un’occasione ma anche una trappola. Si suggerisce inoltre di chiedere più dettagli possibili sull’inserzionista, magari anche la sua partita Iva, visto che i dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate. (adr.ar.)
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