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Rifiuti, Iren vuole riaprire la discarica di Poiatica

di Adriano Arati
Rifiuti, Iren vuole riaprire la discarica di Poiatica

Preoccupazione dei Comitati per le dichiarazioni di Giancarlo Giacchetti: «Rimane un fabbisogno per gli scarti speciali»

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CARPINETI. Poiatica riaperta per ospitare i rifiuti speciali? Per ora è solo un’ipotesi, ipotesi che però ha generato parecchia preoccupazione fra i comitati che da anni si battono contro la discarica carpinetana gestita da Iren, oggi ferma nella sua attività di ricezione rifiuti.

Il 4 febbraio a Bologna si è tenuta la seduta della terza commissione dell’assemblea regionale, quella su Territorio e Ambiente, dedicata alla gestione dei rifiuti e alle osservazioni e contro-osservazioni inviate dai vari enti al piano regionale dei rifiuti impostato nel 2014. Fra i relatori chiamati a intervenire, anche Giancarlo Giacchetti di Iren, il direttore della gestione impianti del comparto Iren Ambiente.

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Giacchetti ha citato esplicitamente la necessità di gestire i cosiddetti rifiuti speciali, e di farlo possibilmente nel territorio di competenza di Iren, sottolineando come a oggi l’unica struttura adatta a farla è proprio Poiatica.

«Rimane un fabbisogno legato ai rifiuti speciali, la discarica rimane un’esigenza insopprimibile, e nel territorio dove siamo presenti come Iren non abbiamo disponibilità impiantistiche» – ha affermato Giancarlo Giacchetti – «Contemporaneamente c’è una discarica a Poiatica che nel piano precedente era presente come impianto e se ne prevedeva l’ampliamento. Ora rimane un fabbisogno legato ai rifiuti speciali e noi chiediamo un impegno della Regione, anche per via della presenza di un invaso mai completato, per adoperarsi in questo senso. E far sì che si possa trovare uno sbocco legato appunto al fabbisogno di rifiuti speciali».

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Parole chiare, in questo senso, e comprensibili nello scacchiere logistico-imprenditoriale di Iren, ma certamente poco gradite ai comitati, presenti a propria volta alla seduta bolognese e ovviamente ente allarmati da questa proposta.
Proposta che per ora rimane tale, non vi è nulla di concreto, l’intervento di Giacchetti è però molto indicativo di quali sarebbero gli obiettivi di Iren in questa direzione. Il piano regionale è ancora in via di completamento, le partite da giocare e da sbloccare sono numerose, e anche Poiatica – che sembrava ormai destinata a essere interessata solo dalla procedure di messa in sicurezza e chiusura – potrebbe quindi tornare in ballo.

Un’altra questione che genera timori è quella dei rifiuti speciali, sigla che raccogliere molte tipologie di prodotti non ordinari, con livelli di pericolosità e di smaltimento molto diversi fra loro.
Come ricorda il comitato, «biostabilizzato, inerti, rifiuti ospedalieri, fanghi e scarti industriali, scorie da inceneritori e tutto ciò che è rifiuto dalle attività produttive e di servizi. Una mole immensa di tipologie di rifiuti su cui nessuno può porre limitazioni e aperto a libero mercato».

Per arrivare a un conferimento di speciali a Poiatica ci dovrebbe essere il via libera della Regione, in primis. E secondo i comitati, la richiesta del referente Iren è un «un messaggio evidente soprattutto per gli amministratori regionali, provinciali e locali di riaprire la questione Poiatica sulla base delle solite motivazioni monetarie e di emergenza rifiuti». Mentre i comitati, ovviamente, si augurano arrivi un no secco dagli enti locali.
 

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