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«E’ un momento terribile Non abbiamo nulla da dire»

«E’ un momento terribile Non abbiamo nulla da dire»

GUASTALLA. «Non abbiamo nulla da dire. C’è un’anziana donna che non sta bene. Scusateci ma è un momento terribile». Sul balcone al primo piano della palazzina di via Solarolo 1/5 a Pieve c’è una...

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GUASTALLA. «Non abbiamo nulla da dire. C’è un’anziana donna che non sta bene. Scusateci ma è un momento terribile». Sul balcone al primo piano della palazzina di via Solarolo 1/5 a Pieve c’è una donna, cognata di Barbara Morellini, che alla vista dei cronisti si rifugia in casa. Suoniamo al campanello e veniamo ricevuti nel vano scale.

La donna ci supplica di «lasciar perdere». La situazione è drammatica e, per rispetto alla famiglia, facciamo le condoglianze e usciamo dal palazzo. Al terzo piano, invece, le finestre dove abitavano Paolo e Barbara sono chiuse, come se anche la loro casa, sapendo che non sarebbero più tornati, fosse diventata un corpo estraneo: un qualcosa che non appartiene più alla loro vita. Barbara ha anche una figlia adolescente, tre fratelli e una sorella.

Nessuno dei familiari, però, fino alla lettura di quegli “strani” biglietti pensava che potesse succedere una cosa simile. Alla base del dramma di Paolo e Barbara pare ci siano ragioni economiche. Non avevano un lavoro e non potevano contare su un reddito.

La loro richiesta di aiuto è stata urlata in tanti modi, ma alla fine ha prevalso la disperazione. E purtroppo capita che la visione pessimistica di sé, del mondo e del futuro, più altri fattori, possano portare a gesti estremi. (m.p.)

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