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Ecco le trappole per difendersi dai predoni di bancomat

Ecco le trappole per difendersi dai predoni di bancomat

Cuscinetti, tagliole, blindature e macchiatori: quattro metodi per scongiurare i furti di contante

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REGGIO EMILIA. Da anni bande specializzate assaltano i bancomat in ogni modo e gli istituti di credito si sono attrezzati per tentare di porre rimedio a questa emergenza. I sistemi di difesa messi a punto sono quattro e sempre più spesso si dimostrano efficaci nell’impedire ai malviventi di mettere le mani sulle banconote, anche se non impediscono i danni collaterali provocati dall’assalto, come accaduto due notti fa al Meridiana.

Al centro commerciale è esplosa una mazzetta civetta che ha macchiato di inchiostro indelebile le banconote, rendendole di fatto non più spendibili: i ladri sono dunque scappati a mani vuote, lasciandosi alle spalle una scena di desolante devastazione. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12921371:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/02/08/fotogalleria/reggio-emilia-assalto-al-centro-commerciale-meridiana-esplode-il-bancomat-1.12921371]]

Il cosiddetto “macchiatore” è solo uno dei sistemi di protezione adottati dalle banche. Un secondo metodo è quello della blindatura del bancomat, che ad esempio ha mandato all’aria il colpo tentato alla fine di gennaio al Banco Emiliano di Villarotta di Luzzara. I banditi in quel caso hanno introdotto nella fessura dalla quale il sistema eroga le banconote quella che in gergo tecnico viene definita una “sogliola” di esplosivo contenente polvere pirica. Nonostante la potenza dell’esplosione il forziere blindato ha retto ma lo spostamento d'aria ha provocato, all'interno della banca, danni ingenti al controsoffitto e agli arredi.

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Un terzo sistema di protezione è quello dei cuscinetti che assorbono l’acetilene e impediscono al bancomat di saturarsi e dunque di esplodere. Molti assalti ai bancomat avvengono con l’utilizzo di bombolette da campeggio di acetilene. Il gas serve per saturare la colonnina e poi i ladri provocano l’innesco a distanza. I cuscinetti che assorbono l’acetilene hanno però l’inconveniente che danneggiano le banconote.

Un quarto sistema antifurto è la “tagliola”, che chiude completamente l’apertura attraverso la quale vengono erogate le banconote. In questo modo non si può introdurre la “sogliola” esplosiva.

Le banche si affidano spesso a una combinazione dei quattro metodi. Le protezioni impediscono il furto delle banconote, ma non le devastazioni. Al Centro Meridiana i ladri per entrare hanno provocato danni molto ingenti: prima hanno abbattuto una porta usando un furgone come ariete e poi dopo una corsa all’interno della galleria, durante la quale hanno travolto di tutto, hanno abbattuto la colonnina. Chi si è recato poco dopo sulla scena del crimine ha trovato una scena di grande devastazione.

I sistemi di protezione passiva sono comunque importanti, non solo ai fini assicurativi per evitare di pagare premi più alti, ma anche per scoraggiare i ladri. Mentre i primi assalti riuscivano spesso e volentieri, recentemente i casi di successo stanno diminuendo.

Spesso i banditi che fanno esplodere i bancomat gettano nel terrore i residenti che abitano nelle zone circostanti, anche perché le colonnine sono spesso inserite in contesti abitati. Nel caso di Villarotta il boato ha svegliato decine di persone, anche nella frazione attigua di Brugneto di Reggiolo. (j.d.p.)

 

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