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«Fuori gli appalti di Iren» e in consiglio è bagarre

«Fuori gli appalti di Iren» e in consiglio è bagarre

Il caso della lettera minatoria al sindaco ancora in Sala Tricolore Le opposizioni solidarizzano con Vecchi ma chiedono indagini in Comune

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REGGIO EMILIA. La seduta in sala Tricolore di ieri si è chiusa con un aspro confronto tra maggioranza e opposizione sul contrasto alla ’ndrangheta in città e sulla lettera inviata da un imputato di Aemilia al sindaco Luca Vecchi. In discussione due ordini del giorno: uno del Pd (poi approvato) e uno di M5S e Progetto Reggio (poi respinto). Un dibattito che già nelle premesse ha fatto intravvedere che non vi era alcuna possibilità di un accordo. Tutto è partito in mattinata con il tentativo del capogruppo Pd Andrea Capelli di presentare un documento unitario di condanna e di solidarietà al sindaco da parte di maggioranza e opposizione. Ieri il consiglio si è quindi confrontato su due documenti apparentemente simili nella premesse, (dove esprimevano solidarietà al Sindaco), ma in realtà profondamente divergenti nella parte finale. Nel suo documento il Pd «condanna e censura i contenuti della lettera inviata dall’imputato al sindaco per il pesante attacco istituzionale rivolto al primo cittadino e quindi alla Amministrazione Comunale e alla Città ed esprime la propria solidarietà istituzionale al sindaco e al consigliere Salvatore Scarpino per le gravi false accuse e intimidazioni ricevute». Il M5S e Grande Reggio, invece dopo la solidarietà al sindaco e a tutti coloro che si sono sentiti minacciati nella lettera, chiedono al primo cittadino e alla Giunta «di sollecitare il presidente della Commissione Legalità (il consigliere Pd Daniele Marchi, ndr) a convocare la commissione stessa almeno due volte al mese con l’obiettivo di esaminare quali aziende coinvolte nell’operazione Aemilia e altre operazioni contro la mafia abbiano avuto appalti e subappalti, piani particolareggiati e abbiano gestito interventi di edilizia diretti negli ultimi vent’anni nel Comune di Reggio. Inoltre invitano il presidente a chiedere a Iren e alle altre partecipate l’elenco di tutti gli appalti e sub appalti affidati negli ultimi 20 anni e di incrociarli con i nomi delle aziende coinvolte in Aemilia e in altre inchieste di mafia». Una richiesta che il Pd ha rigettato con il capogruppo Andrea Capelli che ha sostenuto che «la Commissione Legalità non è una commissione d’inchiesta sulla mafia» e che «in queste settimane le numerose richieste di accesso agli atti fatte dalle opposizioni stanno ingolfando gli uffici comunali». Da una possibile intesa al mattino, si è dunque passati all’ennesimo scontro del pomeriggio, così come era già avvenuto venerdì, nella seduta della commissione “garanzia” in cui i consiglieri Pd avevano alla fine abbandonato la seduta. (r.f.)

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