Senza lavoro, coppia decide di morire
Trovati senza vita sull’auto nei pressi di un casolare nel Mantovano: 39 anni lui, 45 lei, uccisi da povertà e disperazione
GUASTALLA. Si sono arresi alla disperazione e hanno deciso di morire assieme, sulla loro auto, nei pressi di un casolare di San Matteo delle Chiaviche, frazioncina di Viadana, paese del Mantovano sull’argine del Po.
Paolo Galli, 39enne originario di Casalmaggiore (Cremona), e la compagna Barbara Morellini, 45 anni, residenti in via Solarolo 1/5, nella frazione di Pieve di Guastalla, avevano problemi economici conclamati e da tempo non riuscivano a trovare un lavoro.
Si sono lasciati morire su una Daewoo Matiz, chiusa dall’interno e invasa dal monossido di carbonio prodotto dal gas di scarico dell’auto.
La coppia si era allontanata da casa dopo aver lasciato dei biglietti che lasciavano presagire l’intenzione di compiere un gesto estremo. I familiari, preoccupati, ieri mattina si sono subito recati alla stazione dei carabinieri di Guastalla per denunciarne la scomparsa.
Tipo di auto e generalità della coppia sono state poi diramate anche alle stazioni dei carabinieri del Mantovano. Sono immediatamente scattate le ricerche anche attraverso il controllo delle celle dei cellulari. Il telefono di Paolo era spento mentre quello di Barbara era attivo ma, nonostante le numerose chiamate, dall’altra parte non c’è mai stata risposta. Così si è proceduto a localizzare il gps che aveva agganciato una cella a San Matteo delle Chiaviche. Carabinieri, polizia locale e i volontari della Protezione civile li hanno cercati ovunque, fino al ritrovamento, intorno alle 11, dell’auto e dei loro corpi ormai senza vita nei pressi di una corte di via Terzone. Erano nell’auto ancora col motore acceso.
Le indagini dei carabinieri di Viadana hanno confermato che si è trattato di un gesto estremo, messo in atto da entrambi e portato fino al suo tragico compimento. La perdita del lavoro, il sentirsi un peso per la società la consapevolezza di non avere più voce per farsi ascoltare. Forse sono stati questi i motivi che hanno spinto la coppia a porre fine alla loro vita.
Problemi coperti ora con pudore da chi li conosceva. Una coppia «affiatata» per chi li aveva incontrati, «persone normali». Una normalità che doveva aver smesso d’essere tale quando era mancato il lavoro.
Prima lei, poi lui. Mandare avanti una famiglia, dove c’era anche la figlia adolescente che Barbara aveva avuto da una unione precedente, deve essere diventato ogni giorno più difficile. Un anno fa si erano anche rivolti al sindaco di Guastalla, Camilla Verona, che li aveva accolti, ascoltati e indirizzati ai Centri per l’impiego.
Il primo cittadino non aveva più avuto loro notizie e credeva che potessero essersi sistemati. Ma non era così e ieri mattina, Barbara e Paolo hanno attraversato il Po, si sono allontanati quindici chilometri da casa, e si sono chiusi nella loro auto. Per morire.
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