Gazzetta di Reggio

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Sì a partnership e accordi ma il marchio non si vende

di Roberto Fontanili
Sì a partnership e accordi ma il marchio non si vende

Il Pd si ricompone però alla fine chiede a Notari più trasparenza e collegialità Oggi l’assemblea della Srl con le nuove nomine decise dal sindaco

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REGGIO EMILIA. Sì a partnership, sinergie e accordi per valorizzare e tutelare il marchio Reggio approach ma nessun via libera a cessioni di quote di un marchio, che come è stato più volte ricordato, è di proprietà del Comune e non di altri. Nemmeno di Reggio Children srl che ha solo il compito di valorizzarlo e tutelarlo e per questa ragione è stata costituita. Il Consiglio comunale ieri dopo un lungo dibattito a cui hanno assistito dalle balconate oltre un centinaio di insegnanti, pedagogisti, e operatori dei nidi e scuole d’infanzia comunale, con l’approvazione di una mozione e di un ordine del giorno - entrambi proposti - ha fissato alcuni paletti e definito alcuni punti fermi per quanto riguarda il futuro quanto riguarda progetti di valorizzazione e tutela del marchio Reggio Approach.

La mozione approvata con 20 voti a favore (Pd e Sel), 8 voti contrari (Grande Reggio, lista civica Magenta, Lega Nord e Movimento 5 stelle) e 3 astenuti (Forza Italia), è netta nel fissare tre principi e impegnare la Giunta e Sindaco a perseguirli: “Proseguire nel percorso individuato per la promozione e la diffusione a livello internazionale del Reggio Emilia Approach, avendo cura che queste azioni siano sempre condivise e partecipate con i cittadini; che le azioni di valorizzazione del marchio svolte anche attraverso partnership industriali siano sempre più in grado di portare elementi di innovazione nel sistema, adeguati ai tempi e alla mission; a improntare tale percorso sulla massima trasparenza”. Punti fermi in cui tutti si riconoscono arrivati dopo un dibattito interno al Pd. E che soprattutto arrivano quando l’ipotesi di accordo tra Reggio Children e la società proprietaria del marchio Winx è già tramontato da tempo.

Ma proprio quell’ipotesi che prevedeva una collaborazione sulla base della cessione di un 20% delle quote di Reggio Children e presentato al cda di Reggio Children ha creato più un problema al Pd reggiano. Uno interno tra la componente renziana e il resto del partito che non era stato informato della trattativa portata avanti dall’assessore Francesco Notari e uno con l’Istituzione Nidi e scuole che con una lettera di una decina di insegnanti, genitori, ha reso pubblico il suo profondo dissenso e malcontento per ogni ipotesi di cessione di quote societarie del marchio Reggio Approach. Un accordo vissuto come una fuga verso una privatizzazione a cui sono seguiti diversi interventi in aula, tutti concordi nel sostenere che “non si vende” e che ogni trattativa futura dovra avvenire in totale trasparenza e coinvolgendo la città. Ovvero il contrario di quanto accaduto con il caso Winx- Il sindaco ieri ha lasciato all’assessore Raffaella Curioni il compito di definire ruoli e compiti dei tre enti che a vario titolo si occupano del sistema educativo: Istituzioni Nidi e scuole, Reggio Children e l’ultima nata la Fondazione. Un intervento quello della Curioni che ha tenuto conto della mozione e dell’ordine del giorno presentati dal Pd ma che riafferma anche la necessità che Reggio Children Srl svolga appieno il proprio ruolo per reperire risorse. Sarà anche per questa ragione che la direttrice dell’Istituzione Nidi e Scuole Paola Cagliari che ha seguito i lavori fin dall’inizio ha dichiarato che «è stato un dibattito che apre un dibattito basato sulla trasparenza e la partecipazione in cui si parli non solo di costi ma anche di qualità del servizio».

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