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Silvio Tognetti è vivo La gioia dei due fratelli

di Domenico Amidati
Silvio Tognetti è vivo La gioia dei due fratelli

Vetto: da quasi due anni il muratore 58enne era scomparso dalla sua casa di Sole I carabinieri lo rintracciano a Roma dove aveva attivato un’utenza telefonica

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VEZZANO SUL CROSTOLO. Da quasi due anni nessuno aveva più notizie del 58enne Silvio Tognetti, muratore residente a Sole, che era stato visto per l’ultima volta il 2 aprile 2014 mentre usciva, con il suo sacchetto di pane, da un forno del paese e che si era allontanato in modo volontario, senza dire nulla a nessuno, nemmeno ai suoi fratelli, che vivono a Vezzano. I familiari avevano sporto denuncia ma, nonostante le indagini e le ricerche eseguite dai carabinieri di Castelnovo Monti, l’uomo non era mai stato rintracciato. Sino a ieri mattina, quando il comandante della stazione di Castelnovo Monti, che in questi 22 mesi non ha mai smesso di cercarlo, ha accertato che con le generalità dello scomparso era stata attivata un’utenza telefonica. Il maresciallo ha deciso di comporre il numero e di chiamarlo: «Sto bene – ha subito risposto il 58enne – Sono ospite dalle suore, a Roma».

Il maresciallo lo ha tranquillizzato, dicendogli che voleva solo sincerarsi che stesse bene, chiedendogli però di presentarsi in un comando dei carabinieri, per fornire le proprie generalità e chiudere così una vicenda che da quasi due anni tiene in apprensione i suoi familiari. Alle 15 Tognetti si è presentato ai carabinieri della stazione di Roma Piazza Dante ponendo fine alla storia.

La notizia del suo ritrovamento è stata accolta con gioia e commozione in casa dei fratelli Susanna e Mario. Siamo stati noi della Gazzetta di Reggio a informarli, poco prima della chiamata dei carabinieri, che li avvisavano del lieto fine della vicenda. La loro felicità era immensa.

E’ da circa due anni che Silvio aveva fatto perdere le sue tracce ma i due fratelli erano sicuri che fosse ancora vivo.

Una domenica mattina di due anni fa, il 13 aprile 2014, la Ford Fiesta grigia del 58enne era stata trovata nei pressi della stazione ferroviaria di Ciano. L’artigiano pare avesse preso il treno per Reggio e, con un altro treno, abbia raggiunto qualche altra località, prima di rifugiarsi a Roma. La sorella Susanna ricorda ancora che venerdì 4 aprile 2014 un autista di autobus lo aveva visto a Ciano con un borsone: si accingeva ad attraversare la strada. Lui gli aveva fatto cenno se volesse salire e, al suo diniego, era ripartito mentre Tognetti si dirigeva verso la stazione.

Silvio era stato visto per l’ultima volta a Sole di Vetto, dove viveva, il 2 aprile. In precedenza si era sentito col figlio Andrea, 32 anni, che abita a Trieste, poi nessuno lo aveva più visto. Silvio era in buoni rapporti con i fratelli: «Non ci vedevamo spesso – dicono dopo il suo ritrovamento – ma tacitamente eravamo d’accordo che “niente nuove buone nuove”».

Susanna, che ci riceve nella sua abitazione in centro al paese, è visibilmente commossa dopo la notizia del ritrovamento e commenta: «Sono felice e lo sono in modo particolare per suo figlio Andrea. Ero sicura che Silvio fosse ancora vivo e sinceramente, conoscendolo, pensavo che vivesse da clochard. Era una persona libera e ha voluto staccare da una realtà non idilliaca. Devo anche aggiungere che la crisi ha inciso molto sulla sua decisione. Era un artigiano muratore e non aveva più lavoro. E lui, molto orgoglioso, piuttosto che farsi vedere in paese disoccupato ha preferito allontanarsi e raggiungere posti lontani, dove nessuno lo conosceva: qualcuno che lo potesse aiutare lo avrebbe trovato».

E aggiunge: «Ho tanta voglia di vederlo e quasi quasi mi piacerebbe andare a trovarlo».

Anche il fratello Mario sprizza felicità da ogni poro: «A me interessa che stia bene e sapere dov’è. Il cuore mi suggerisce di andare a trovarlo ma, conoscendolo, potrebbe spostarsi da un’altra parte. Ha deciso così e quando lo riterrà ci informerà e si metterà in contatto: devo rispettare le sue scelte».

Anche noi siamo felici di aver portato la bella notizia e, quando usciamo dalla loro casa, i fratelli ci ringraziano infinitamente: questa volta siamo stati ambasciatori di una bella notizia.

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