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«Sul sacco di Reggio serve un'operazione di cruda verità»

«Sul sacco di Reggio serve un'operazione di cruda verità»

La senatrice del Pd Pignedoli: onda favorita dalla convenienza di molti, bisogna rendere il sistema meno permabile

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Se Reggio vuole davvero separare il "buono" dal marcio in questo momento ha il dovere di fare una riflessione profonda che non si limiti a difese generiche o delegare unicamente ai tribunali. Non basta.

Lo dicono i dati, e non le opinioni, che l'Emilia Romagna registra una presenza consistente di fenomeni mafiosi in una preoccupante graduatoria degli Osservatori dedicati al problema in settentrione. Siamo al terzo posto per attività di estorsione, Reggio Emilia è seconda, dopo Imperia, per presenza di incendi dolosi di natura mafiosa, è segnalato il fenomeno di credito mafioso, che significa usura, false fatturazioni, falsi rimborsi IVA promosse da apposite società.

Il processo Aemilia aiuterà a prendere coscienza della dimensione dei problemi, ma attrezzarsi per rilanciare il "buono" vuol dire analizzare cosa è successo nel tempo, nelle pieghe della società reggiana.

Soprattutto significa fare una operazione di "verità cruda" su un settore, l'edilizia, che è stato elemento determinante, ad un certo punto, nel cambio di rotta della civile Reggio Emilia.

Determinante uno sviluppo edilizio che produceva un benessere diffuso, dai cittadini alle imprese, ma apriva nel contempo nuovi spazi a flussi di risorse e pratiche illegali.

Bisogna dirlo. Produceva una convenienza di tanti, dei cittadini che vedevano aumentare costantemente il proprio valore immobiliare, i comuni che facevano i loro bilanci in gran parte sugli oneri di urbanizzazione, delle grandi imprese edili, cooperative soprattutto, che co-progettavano espansioni edilizie superiori alla domanda. Cooperative che crescevano in dimensione e diminuivano in mano d'opera interna, ovvero sempre meno reggiani sui ponteggi, sempre più esternalizzazioni di lavori.

Così ha inizio "l'onda Cutro" tra esigenza di forza lavoro (funzionale ad un modello terziarizzato) e uno spirito solidaristico.

Un sistema produttivo di cui beneficiavano le piccole imprese, a cascata, per forniture e subappalti, spesso fatta di concorrenze sleali soprattutto dentro il settore dei trasporti, determinanti in edilizia e nella costruzione di grandi infrastrutture.

Non c'è dubbio, c'è stata sottovalutazione politica del problema dell'espansione edilizia perché si è affrontata unicamente con approccio ambientalista e non sugli effetti conseguenti, sul rischio di radicamento dell'illegalità. Non si era attrezzati.

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Una valutazione parziale e insufficiente per un settore che invece più di altri, ha spazi per il "sommerso", è veicolo per riciclaggio di denaro, per forme di credito illegale.

Questo non significa che sia mancata una reazione delle amministrazioni, dal consistente numero di interdittive antimafia della prefettura, ai protocolli sulla legalità e le innumerevoli iniziative delle istituzioni reggiane, della regione, dello stesso governo che sta rivedendo il sistema delle regole degli appalti.

Ma per una società riuscire a leggere se stessa e i mutamenti che le nascono dentro comporta una volontà forte di conoscere e approfondire, il guardarsi spietatamente allo specchio e soprattutto non reiterare la sottovalutazione.

Ora non si può dire di non sapere e gli esposti sul catasto gettano una ulteriore elemento di gravità.

Ora ciò che serve è una accelerazione di una presa di coscienza diffusa delle tante diverse modalità in cui si aggirano le regole, i linguaggi e l'interpretazione dei messaggi , per potere vedere prima che accada, per saper leggere preventivamente i segnali. Per capire dove si spostano gli interessi, i business della 'ndrangheta.

Se fin qui l'edilizia è stato il settore privilegiato, ad esempio, oggi si fanno sempre più "attraenti " settori come l'agroalimentare, il business dei rifiuti, il passaggio di proprietà di attività commerciali.

Per amministratori e cittadini, possedere rispetto al passato più strumenti di controllo,conoscere bene le dinamiche dell'economia, possedere un alto livello di consapevolezza del rischio, farà nei prossimi anni la differenza nel rendere più o meno "permeabile" il tessuto economico e sociale reggiano e ne determinerà le prospettive.

* Senatrice Pd

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