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I dipendenti della Snap On sono di nuovo in sciopero

di Serena Arbizzi
I dipendenti della Snap On sono di nuovo in sciopero

I duecento operai di Correggio non si fidano più della multinazionale americana «Vuole affidare all’esterno il reparto logistica, venti di noi rischiano il posto»

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CORREGGIO. Uno sciopero per protestare contro la cancellazione del tavolo di confronto, previsto domani mattina, tra sindacati e direzione. E’ la misura messa in atto dai dipendenti della Snap On di via provinciale per Carpi per i quali venerdì scorso è partita la mobilitazione. In particolare, i 200 dipendenti dello stabilimento correggese della multinazionale americana che si occupa di smontaggio gomme, hanno deciso di lottare contro la decisione della proprietà di affidare all’esterno, alla cooperativa Logini, il reparto logistica.

Una scelta che coinvolge una ventina di addetti e, nonostante le rassicurazioni della direzione sul loro riassorbimento nelle linee di produzione, rsu, sindacati e lavoratori sono sul piede di guerra.

«Qualche tempo fa si era verificata la stessa situazione, ma invece di essere reimpiegati i dipendenti sono stati incentivati alla mobilità volontaria» hanno commentano i lavoratori durante lo sciopero di mezz’ora davanti alla ditta. Che segue quella di venerdì scorso.

«Le proteste proseguiranno, perché i lavoratori hanno votato che non si presenteranno domani, agli incontri convocati dalla proprietà con diversi gruppi di addetti dando così vita a diversi scioperi consecutivi – spiegano Marco Fantetti, rsu, e Marcello Rinaldi di Cgil - Inoltre, le azioni di mobilitazione, perché siano più incisive, verranno concentrate durante la cosiddetta settimana “snap on”, alla fine di ogni mese: periodo in cui si fa un carico importante di macchine per i clienti. La ditta contesta ai dipendenti che per il secondo anno non sono stati raggiunti gli obiettivi per il conseguimento del premio di produzione. In realtà, i lavoratori non sono stati agevolati: la merce è entrata in azienda in estremo disordine e questo ha influito negativamente sul rendimento degli operai”. Nel frattempo, il consigliere regionale Yuri Torri ha presentato una interrogazione alla Giunta, ritenendo condivisibile “la preoccupazione espressa dai lavoratori secondo i quali il lavoro dovrebbe essere gestito all’interno delle fabbriche, senza esternalizzare interi rami d’azienda”. Il consigliere sottolinea la necessità di dare al settore una legislazione organica in materia di appalti e tutela dei lavoratori e di attivarsi presso il Governo perché anch’esso agisca in questo senso.

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