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Rinnovare la patente sopra gli 80 anni è un gioco da ragazzi

Chiara Cabassa
Rinnovare la patente sopra gli 80 anni è un gioco da ragazzi

Reggio Emilia, il medico abilitato si limita al controllo della vista: fa fede è l’autocertificazione presentata dall’anziano

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REGGIO EMILIA. Fino a quanti anni è possibile ottenere il rinnovo della patente e, di conseguenza, mettersi alla guida nel pieno rispetto delle norme attualmente in vigore? Teoricamente, ma neanche troppo, non c’è alcun limite. Tradotto, potremmo trovarci in un parcheggio a contenderci con un ultracentenario l’ultimo posto diponibile sulla piazza. Ma anche, è successo sabato pomeriggio in tangenziale a Reggio, trovarci di fronte a un 82enne che percorre sette chilometri contromano.

Aldo ha 86 anni e deve rinnovare la patente di guida. Alcuni mesi prima della scadenza, rendendosi conto che la vista è quello che è e preoccupato di dovere affrontare una visita medica con il rischio di non ottenere il “lasciapassare”, diligentemente si fa operare alla cataratta. Passa il periodo di convalescenza e Aldo si presenta all’autoscuola per l’agognato rinnovo. Il medico che fa?

Gli mostra una A gigante e lui, neppure il tempo di sedersi, ottiene il “visto” con tanto di complimenti per la sua perfetta forma fisica. Aldo se ne va un po’ deluso... tanta fatica per poi dovere leggere una lettera una? Dov’è la soddisfazione? Aveva previsto di operare anche l’altro occhio, Aldo, ma forse gli sta passando la voglia. Una storia vera. Una fra tante.

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A prescindere dall’arzillo Aldo, la domanda sorge banale ma spontanea: è quindi così facile ottenere il rinnovo della patente di guida anche quando probabilmente le condizioni fisiche suggerirebbero di passare ad altri mezzi di trasporto? A guidarci attraverso le norme che regolano la revisione della patente è la dottoressa Maria Grazia Cecchini, direttore del servizio Medicina Legale dell’Ausl.

Innanzitutto, la patente B (di quella parliamo) dura per 10 anni fino ai 50 anni di età; per 5 anni dai 50 ai 69; per 3 anni a partire dai 70; per 2 anni dagli 80 anni in poi. Questo significa che non c’è un limite legato all’età. Piuttosto a porre dei limiti sono le condizioni di salute, ed è qui che la questione si complica.

«Fino a una ventina di anni fa - spiega la dottoressa Cecchini - la persona che si recava a rinnovare la patente doveva presentarsi al medico certificatore, all’Ausl piuttosto che in un’Autoscuola, con un certificato anamnestico firmato dal medico curante. Poi le norme sono cambiate e, da allora, è la persona stessa che al momento del rinnovo della patente deve produrre un’autocertificazione nella quale dichiara di avere o di non avere questa o quella patologia assumendosene naturalmente la responsabilità. E commettendo, nel caso autocertificasse il falso, un reato».

E qui sta probabilmente il primo passo verso quella che si potrebbe chiamare una vera e propria liberalizzazione del rinnovo della patente. La stessa dottoressa Cecchini, esprimendo un suo parere del tutto personale, parla di un “passo indietro” rispetto alla normativa precedente.

Secondo tema. Chi è il medico certificatore che può rinnovarci la patente o rimandarci alla commissione medica dell’Ausl?

«I medici certificatori abilitati - ci spiega la dottoressa Cecchini - sono o medici militari o medici del corpo della polizia di stato o, se si parla di Ausl, medici dirigenti dell’Igiene Pubblica. La modulistica prevede solo il controllo dell’apparato visivo. Per il resto fa fede l’autocertificazione a meno che il medico noti elementi che possano far pensare a qualche patologia che osti al rilascio della patente e quindi si rinvia alla commissione medica dell’Ausl.  Una commissione composta da un medico della Medicina Legale, un medico militare o della Polizia di Stato, un medico abilitato dell’Igiene Pubblica e, ad integrare queste figure, altri medici a seconda della patologia certificata. In media, sono 10 mila le persone che ogni anno passano al vaglio della commissione dell’Ausl e, ogni anno, i non idonei sono tra gli 800 e i 900».

Purtroppo non esiste una statistica riguardante il numero dei “grandi anziani”. Possiamo solo dire che degli 800/900 non idonei, alcuni si sono rivolti direttamente alla commissione in quanto consapevoli di soffrire di una o più patologie, altri sono stati indirizzati alla commissione dai medici certificatori.

Alla fine dei conti, così è. Sia che la persona abbia 20 anni sia che ne conti 80 e oltre. In realtà per un breve periodo la norma aveva inasprito la procedura di rinnovo per le persone molto anziane, obbligandole ad effettuare la visita medica presso una commissione medica ma, nel 2012, questa norma è stata abolita. Chiamala, se vuoi, semplificazione.

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