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Sette esposti contro il “sistema Catasto”

di Jacopo Della Porta
Sette esposti contro il “sistema Catasto”

L’ex direttore Scalzulli ha denunciato pressioni, minacce e «assetti consolidati» per favorire alcune imprese edili

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REGGIO EMILIA. Al Catasto di Reggio Emilia c’era un “sistema” che finiva per avvantaggiare alcune imprese edili. E chi voleva scardinarlo o semplicemente vi si opponeva, si è trovato di fronte a pressioni, messaggi trasversali, se non addirittura minacce vere e proprie. A dirlo non è stato un funzionario qualsiasi, ma niente di meno che l’ex direttore Potito Scalzulli, per quattro anni alla guida dell’Ufficio del Territorio della nostra città, che ha presentato nel tempo almeno 7 esposti. Le segnalazioni di Scalzulli sono avvenute in due momenti storici differenti: prima quando era direttore a Reggio e poi anche quando è andato in pensione nel 2013. Il primo esposto risale al 2010, l’ultimo al 2015, poco dopo il blitz antimafia Aemilia.

Alcuni esposti sono stati archiviati, in quanto privi dei necessari riscontri per poter avviare un’azione penale. Gli ultimi sarebbero invece più dettagliati e conterrebbero fatti specifici sui quali la procura di Reggio starebbe facendo valutazioni. In particolare i fari sono accesi sulla denuncia presentata un anno fa.

Secondo l’ex responsabile al Catasto c’erano assetti consolidati, dai quali traevano benefici alcune aziende: assetti che non potevano essere messi facilmente in discussione, persino da chi era ai vertici. E chi lo faceva, come lui, si trovava di fronte a una forte reazione. In quel periodo il direttore fu anche oggetto di lettere anonime dove venivano ipotizzati comportamenti scorretti da parte sua, compresi alcuni reati. Anche quest’ultimo aspetto è finito in un vecchio esposto, che poi sarebbe stato archiviato in quanto non si è scoperto chi era il diffamatore.

Le pressioni per fare sì che al Catasto le cose proseguissero su determinati binari non sarebbero arrivate solo da Reggio ma anche da Roma. Aspetti che attendono di essere vagliati e che tratteggiano un quadro che, se confermato, sarebbe molto grave. Negli esposti si parla, tra l’altro, anche di documenti che sarebbero spariti.

L’ex direttore ha deciso di continuare a segnalare quelle che ritiene irregolarità anche quando è andato in pensione, nonostante le prime denunce non abbiano sortito effetti, a quanto è dato sapere .

Nei giorni scorsi l’ex presidente della Camera di Commercio Enrico Bini ha invitato a cercare al Catasto le tracce per ricostruire quanto avvenuto a Reggio negli anni della grande speculazione edilizia, quando c’erano molte compravendite di terreni, anche a prezzi considerati fuori mercato. Il sindaco di Castelnovo Monti, dopo averlo detto in un’intervista alla Gazzetta di Reggio, lo ha ribadito in un servizio del Tg3 Emilia-Romagna curato dal giornalista Luca Ponzi.

Negli esposti presentati alla procura di Reggio non si parla mai di mafia. I fatti segnalati riguardano quello che il responsabile vedeva dalla sua prospettiva. Non è escluso che però in quelle denunce possano esserci tasselli utili per ricostruire meglio la storia recente di Reggio, compresa quella del radicamento malavitoso e degli intrecci tra imprenditoria e criminalità.

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