Il 90enne Rino Cavalchi e la sua prigionia
Presentato ieri a Palazzo Magnani “Anche i tedeschi avevano i pidocchi” di Isabella Trovato
REGGIO EMILIA. Quella del novantenne Rino Cavalchi è una storia esemplare degli oltre 600 mila militari italiani internati nei lager tedeschi dopo l'8 settembre 1943, che preferirono patire la fame e il lavoro coatto piuttosto che arruolarsi e combattere agli ordini di Mussolini. Ce la racconta Isabella Trovato, giornalista di E'TV-Teletricolore, nel libro “Anche i tedeschi avevano i pidocchi”, edito da Recos-La Fotolito, che è stato presentato ieri nella sala conferenze di palazzo Magnani con gli interventi del prefetto Raffaele Ruberto, dell'assessore Natalia Maramotti, del presidente della Provincia Giammaria Manghi, di Michele Bellelli di Istoreco, dell'autrice e del protagonista della vicenda. Il titolo lo spiega lo stesso Cavalchi, rievocando l'unica vendetta che i prigionieri potevano consumare contro i loro aguzzini: “Appena un tedesco ci voltava le spalle, noi ci mettevano le mani nelle tasche per riempirle di pidocchi e poi lanciarglieli addosso”. Cavalchi ha fatto riemergere quei ricordi dopo avere ricevuto la medaglia d'onore il 31 maggio 2010 dal prefetto De Miro.l.s.)
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