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Vite ai margini: «In un attimo finiscono sulla strada»

di Luciano Salsi
Vite ai margini: «In un attimo finiscono sulla strada»

Isacco Rinaldi (Caritas Reggio Emilia): «Tante famiglie arrivano da noi sfasciate dopo avere perduto prima l’occupazione poi la casa»

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REGGIO EMILIA. Per fortuna quasi mai le storie di sofferenza ed emarginazione sociale hanno un esito tragico come quello della coppia di quarantenni residenti a Guastalla suicidatisi dopo avere perso il lavoro. Il perdurare della crisi economica, però, moltiplica il numero di persone in grave difficoltà. E' emblematico di queste nuove povertà il caso di due coniugi nati e residenti nella nostra provincia.

«Si tratta - riferisce Isacco Rinaldi, responsabile della Caritas diocesana - di una delle tante famiglie che assistiamo, una famiglia simile a tante altre. Fino a sei o sette anni fa marito e moglie lavoravano nella stessa azienda come operai, lui con una discreta qualifica. Abitavano in un condominio in un appartamento acquistato con un mutuo. Poi il fallimento della ditta li ha privati dell'occupazione. Non potendo più pagare il mutuo, sono rimasti senza la casa, confiscata dalla banca.

"Lei è stata accolta dalla madre insieme ai due figli. Lui, invece, non avendo una rete parentale adeguata, è finito in un dormitorio. Grazie al nostro aiuto è riuscito ad avviare un tirocinio lavorativo, ma con un compenso di 400 euro al mese, che doveva in gran parte versare per il mantenimento dei figli e della moglie. Ora ha un contratto di un anno, ma la situazione è ancora difficile a causa anche delle tensioni familiari che esplodono in questi casi. Speriamo che riesca a mantenere il rapporto con i figli».

Nove volte su dieci sono uomini ad essere ospitati nelle strutture della Caritas provinciale che, grazie anche alla disponibilità di molte famiglie nelle singole parrocchie, mette a disposizione 142 posti letto soltanto per l'accoglienza invernale, senza contare le centinaia offerte per tutto l'anno ai senzatetto.

«Da qualche anno - spiega Rinaldi - è in crescita il numero degli italiani, mentre calano gli stranieri privi di permesso di soggiorno. La maggioranza è costituita da persone di mezza età, ma aumentano quelle con più di sessant'anni o meno di 25. Le cause più frequenti del disagio sono la perdita del lavoro e le separazioni familiari. Oltre all'alcolismo e alla tossicodipendenza incidono anche le malattie mentali, che sono in costante crescita. Coloro che ne sono affetti godono di una buona assistenza socio-sanitaria, ma se non hanno un alloggio la loro condizione diventa particolarmente penosa».

«Spesso - sottolinea Rinaldi - abbiamo a che fare con casi molto complessi. E' importante instaurare una rete di relazioni, solidarietà e vicinanza umana, oltre agli alimenti necessari per il sostentamento. Grazie all'impegno di centinaia di volontari messi in campo dalle parrocchie e dalle associazioni promuoviamo anche piccoli progetti di percorso formativo, che assicurino alle persone le competenze utili per ripartire».

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