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Delrio: "Io in Commissione Antimafia? Richiesta bizzarra"

Delrio: "Io in Commissione Antimafia? Richiesta bizzarra"

L'ex sindaco di Reggio Emilia replica alla richiesta del M5S: "Vogliono distogliere l'attenzione dal caso Quarto". Intanto i grillini continuano ad attaccare

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REGGIO EMILIA. "Una richiesta molto bizzarra, forse si cerca di far dimenticare il caso Quarto inventando cose che non esistono". E'  la risposta che arriva dal ministro dei Trasporti, ed ex sindasco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, a chi gli chiede conto della richiesta del M5s affinchè la Commissione antimafia lo convochi dopo il caso Vecchi - la lettera ricevuta da Pasquale Brescia, imputato in Aemilia -  e su problema infiltrazioni mafiose nella città del tricolore. "La lotta alla 'ndrangheta e alla mafia a  Reggio Emilia ha sempre visto le amministrazioni locali in prima linea, da subito e da sempre - taglia corto Delrio a margine di un incontro al ministero - facevamo educazione alla legalità nelle scuole quando ancora nemmeno si sentiva ancora girare la voce di Grillo".
 
Intanto, prosegue l'assedio del Movimento 5 Stelle al Pd e al Comune di Reggio Emilia.  In attesa della «Notte della trasparenza» fissata per sabato, i parlamentari grillini Michele Dell'Orco, membro della commissione lavori pubblici alla camera e la deputata Maria Edera Spadoni, snocciolano le cifre della «cementificazione», avviata durante il mandato del sindaco Graziano Delrio nel solco dell'amministrazione precedente di Antonella Spaggiari.
 
Da giorni il Movimento chiede che i due ex primi cittadini siano ascoltati in Commissione antimafia, insieme all'attuale sindaco Luca Vecchi e ai dirigenti comunali. Secondo Dell'Orco e Spadoni, in particolare, «durante i dieci anni di governo Delrio nella città di Reggio Emilia è stata cementificata sempre di più con interventi diretti, quelli più a rischio infiltrazioni mafiose. Sono cresciuti gli interventi diretti, in gran parte gestiti da imprese di origine non locale e sottoposti a meno controlli, mentre sono solo rallentati i piani particolareggiati, gestiti dalle grandi cooperative con subappalti a ditte anche non locali». Un «trucco delle tre carte con gravissime responsabilità politiche, quello di Delrio, che millanta di aver rallentato la cementificazione».

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