Gazzetta di Reggio

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L’eredità contesa finisce in tribunale a Reggio Emilia

di Jacopo Della Porta
L’eredità contesa finisce in tribunale a Reggio Emilia

La zia gli cointesta il conto corrente poco prima di morire e finisce a processo per circonvenzione d’incapace

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REGGIO EMILIA. L’anziana zia gli aveva cointestato il conto corrente tre mesi prima di morire. Una circostanza che gli altri parenti non hanno affatto accettato quando si è iniziato a discutere dell’eredità. Così è scattato una denuncia per circonvenzione d’incapace e il nipote della donna, un 58enne di Sant'Ilario, è finito a processo. La vicenda si è conclusa con l’assoluzione dell’uomo, difeso dall'avvocato Gianluca Tirelli, per il quale l'accusa aveva chiesto la condanna a 18 mesi di reclusione.

La vicende era iniziata nel 2009, quando un'anziana di 82 anni di Reggio era deceduta. Poco prima di morire la signora aveva cointestato il conto al nipote di Sant’Ilario. L'anziana al momento del decesso aveva sul conto oltre 32mila euro, che finirono solo in parte nell’asse ereditario. Il nipote infatti tenne per sé, come cointestatario, oltre 16mila euro.

I parenti nutrivano già da un po’ dei sospetti sulla condotta dell’uomo, tanto che un'altra nipote aveva chiesto a due medici di effettuare delle visite sulla zia nei mesi immediatamente precedenti alla morte. I dottori, è emerso nel dibattimento, hanno scritto che la donna era suggestionabile e comunque non lucidissima. In aula però i medici hanno detto che sarebbero stati necessari ulteriori accertamenti per poter certificare lo stato di vulnerabilità della signora. Accertamenti che non furono fatti.

Di fronte al giudice Dario De Luca sono stati ascoltati anche la badante della zia e la cassiera dell'istituto di credito frequentato dalla donna. La dipendente della banca ha testimoniato che l'anziana si era presentata sola in filiale, annunciando l'intenzione di cointestare il conto al nipote: un racconto molto importante ai fini difensivi.

L’avvocato Tirelli nella sua arringa difensiva ha sostenuto che mancavano i requisiti dell'induzione e la certezza della patologia della donna. Le testimonianze hanno finito per scagionare l'imputato e così il giudice lo ha assolto per non aver commesso il fatto.

Le dispute sulle eredità finiscono spesso in tribunale e non sono rari i casi di testamenti cambiati all’ultimo e nemmeno operazioni come quella oggetto del processo. Si tratta di casi che naturalmente scatenano una forte conflittualità nelle famiglie e non di rado finiscono davanti ai giudici.

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