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Parco del Secchia, un’attesa lunga 30 anni

Castellarano: Legambiente e Wwf rilanciano il progetto nato nel 1996 e ancora fermo in Regione


11 febbraio 2016 di Luca Tondelli


CASTELLARANO. E’ necessario accelerare sul progetto per la realizzazione del parco fluviale del Secchia. A chiederlo sono le associazioni Legambiente e Wwf Emilia, con una nota congiunta a firma di Gioacchino Pedrazzoli e Alessandra Filippi.

«Fra tre anni verrà celebrato il 30.imo anniversario dell’idea di istituire un parco fluviale regionale lungo il fiume Secchia – affermano i due esponenti ambientalisti – le prime proposte infatti, risalgono al 1989 con successive riprese nel dialogo tra gli enti interessati nel 1996 e nel 2003 e giunte a precise decisioni tempistiche e normative nella Legge Regionale 24 del 2011. L’articolo prevede che l’Ente di Gestione della Macroarea Emilia Centrale in accordo con la Comunità del Parco, proponga alla Regione “l'avvio di un percorso partecipato per l'individuazione di una proposta volta all'istituzione del Parco fluviale del Secchia”».

«La fase 1 – spiegano Pedrazzoli e Filippi – di redazione del Quadro ricognitivo e del Percorso metodologico inizia nel 2011. La fase 2 di redazione del Quadro conoscitivo è quella ormai conclusa, frutto di un lavoro iniziato nel giugno 2014 e concluso tecnicamente a febbraio 2015».

Proseguono i due ambientalisti: «Ci risulta dalle informazioni assunte che lo stato di acquisizione di informazioni, la stesura di relazioni e cartografie e tutti gli approfondimenti richiesti si sono ormai conclusi e sono stati comunicati formalmente a tutti gli enti interessati entro il mese di luglio del 2015. Chiediamo dunque agli enti preposti, Regione e Comuni interessati, di sapere con accesso eventuale agli atti relativi, se siano state assunte da Presidenti, Sindaci, giunte o consigli, decisioni o pareri in merito alla fattibilità di istituzione del Parco del Secchia».

«Ci sembra sia arrivato oramai il momento– proseguono Pedrazzoli e la Filippi – che la proposta istitutiva del parco del Secchia giunga alla auspicata conclusione positiva, anche per dare un contributo decisivo alla crescita del verde naturale riducendo l’inquinamento ambientale diffuso che minaccia seriamente la salute dei cittadini; senza peraltro dimenticare le opportunità offerte da un Parco Regionale sul controllo idraulico di un fiume caratterizzato da forti criticità destinate ad aumentare alla luce dei cambiamenti climatici in corso».

«Ci auguriamo veramente che gli annosi impegni e le solenni promesse dei nostri amministratori – concludono i due responsabili di Legambiente e Wwf – sancite da leggi regionali, e da decisioni condivise di giunte e consigli, non risultino vani».

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