Gazzetta di Reggio

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Per la Provincia, ultimo anno di emergenza

di Chiara Cabassa
Per la Provincia, ultimo anno di emergenza

La chiusura del bilancio di previsione slitta a giugno: si attendono nuove risorse dalla Legge di stabilità

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REGGIO EMILIA. Era il 29 luglio 2015 quando l’Assemblea legislativa dava il via alla legge di riordino istituzionale dell’Emilia Romagna. Dando di fatto l’ok alle aree vaste. A un anno e mezzo di distanza, la Provincia di Reggio Emilia sta predisponendo la costruzione del bilancio previsionale 2016 nella consapevolezza di vivere una fase di transizione nella quale approvare bilanci in equilibrio significa non solo lavorare con grande determinazione, ma anche prevedere una diversa contabilità.

«Al momento - spiega il presidente della Provincia Giammaria Manghi - le destinazioni previste dalla Legge di stabilità non sono sufficienti per la chiusura del bilancio previsionale che slitterà probabilmente a giugno. E sarà un bilancio annuale perché non è assolutamente impossibile al momento trovare equilibri su base triennale». Ma Manghi ha anche un’altra convinzione: «Negli incontri che abbiamo avuto nelle settimane scorse, a Roma con il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa e a Vicenza con il presidente dell'Upi Achille Variati, ci siamo trovati d’accordo sul fatto che questo dovrà essere l’ultimo anno d’emergenza e per ottenere questo obiettivo sarà necessario andare verso una diversa contabilità». Ma come? Essendo la Provincia un ente di secondo grado - spiega Manghi - si può ipotizzare che l’Ipt (l’imposta provinciale di trascrizione) e la Rc Auto non vengano più destinate alle Province, ma vadano direttamente nelle casse dello Stato che con i cittadini ha un rapporto diretto.

Per compensare questa “cessione” di introiti, lo stato dovrà quindi calcolare trasferimenti, sulla base dei costi standard, agli enti di area vasta. Cioè garantire le funzioni fondamentali delle Province ricevute dalla Legge 56/14: manutenzione e messa in sicurezza di strade e scuole superiori, pianificazione territoriale, lotta alle discriminazioni e assistenza tecnico-amministrativa ai Comuni.

Ad oggi, questi gli emendamenti alla Legge di Stabilità 2016 su cui l’Upi (Unione Province d’Italia) è riuscita a ottenere il consenso di Parlamento e governo: l’aumento da 150 a 245 milioni delle risorse a disposizione delle Province per strade e scuole; la costituzione di un fondo per 100 milioni di euro presso il Ministero dei Trasporti per interventi sulle strade ex Anas; la costituzione di un fondo di 40 milioni per il mantenimento degli equilibri delle Province; la destinazione di 70 milioni alle Regioni a copertura delle spese sostenute da Province e Città metropolitane per l’assistenza ai disabili sensoriali. E in quest’ultimo capitolo rientra lo sviluppo di quel progetto Tutor che quest’anno sta ripartendo grazie al primo trasferimento di 55 mila euro arrivati a destinazione.

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