Ti iscrivi a una guida e parte la truffa
Vittima l’azienda reggiana Oikotek: Expo Guide dovrà pagare 500 mila euro
REGGIO EMILIA. Le truffe e raggiri possono nascondersi anche sotto quella che può apparire un’innocente richiesta di iscrizione o di verifica dei dati aziendali da pubblicare su una guida degli espositori distribuita gratuitamente in occasione di fiere e manifestazioni. Invece quei dati sono diventati la sottoscrizione di un abbonamento annuo che ha un costo di 1.271 euro rinnovabile automaticamente per più anni e in una pressante richiesta di pagamento con lettere di sollecito, notifiche e da ultimo una lettera che preannuncia l’avvio di un procedimento penale per ottenere il pagamento dell’abbonamento. «E una truffa mondiale quella che ha coinvolto l’azienda reggiana Oikotek di Christian Immovilli, che si è trovata dentro un tentativo di frode che continua tutt’ora, anche per l’indifferenza o la limitata attenzione dei centri fieristici che organizzano tali eventi», spiega il presidente di Confconsumatori Secondo Malaguti, illustrando quando accaduto all’azienda reggiana. Per uscire da una sorta di girone dantesco, con l’assistenza di Confconsumatori, Immovilli ha dovuto presentare una denuncia all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato.
«Una denuncia - aggiunge soddisfatto Malaguti - andata a buon fine con la condanna della società Expo Guide s.c. al pagamento della sanzione di 500 mila euro, con la motivazione che la raccolta di dati si trasformava in una violazione del codice del consumo truffando migliaia di ignari artigiani che hanno partecipato a fiere espositive». Tutto è partito con la Guida per fiere ed espositori, distribuita a Reggio durante la manifestazione Casa&Tavola e con l‘azienda Oikotek che probabilmente non è stata l’unica a trovarsi invischiata in questa situazione che è partita, conclude il presidente di Confconsumatori «con la richiesta di pagamento di un abbonamento da parte della società italiana Expo Guide s.c., che opera in tutta Europa. La società ha sede legale in Messico, l’azienda che si occupa del recupero crediti ha sede a Cipro e la banca su cui effettuare il pagamento ha sede nella Repubblica Ceca. Una grande produttrice di truffe che benché sanzionata dall’ Antitrust è ancora operante e continua la sua attività criminosa». «Mi auguro - chiosa Christian Immovilli - che la decisione dell’Antitrust metta fine a tutta una serie di pesanti pressioni psicologiche, compresa l’ultima lettera di sollecito che stavolta è arrivata dalla Germania». (r.f.)
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